Il verdetto, prima dei numeri
A Mendizorroza l'Alavés ha battuto 5-2 l'Osasuna, che non aveva ancora perso.
Lucas Boyé al 26', Mariano al 35', ancora Boyé al 51' e al 68', Pablo Ibáñez al 90'. Per l'Osasuna, Ante Budimir al 46' e al 63' su rigore.
Tripletta di Boyé. Prima sconfitta stagionale per i navarri.

Il numero: 1
Uno è il numero di volte in cui l'Alavés ha fatto arrivare un passaggio nell'ultima zona del campo. In tutta la partita. E ha segnato cinque gol.
Il dato va spiegato, perché da solo sembra impossibile. La misura conta i passaggi completati entro una ventina di metri dalla porta, e non conta i cross. Non è quindi il numero delle volte in cui l'Alavés è arrivato vicino alla porta: è il numero delle volte in cui ci è arrivato palleggiando.
Una. E il punto è proprio quello: questa squadra non ci prova nemmeno.
Non è la stranezza di una domenica. Negli ingressi in area l'Alavés sta a due, due, due e uno nelle prime quattro giornate. Alla terza ha battuto 1-0 il Villarreal concedendone diciassette e facendone due. È un modo di stare in partita, ed è coerente.
Il risultato, invece, è nato altrove. Ecco i cinque gol e quanto valeva ciascuno.
Boyé al 26' — un destro da fuori area, senza nessuno addosso, rasoterra sul palo lontano: 0,037. Poco meno di quattro centesimi.
Mariano al 35' — 0,171. Nasce da un rinvio del portiere Antonio Sivera e da un errore grave di Alejandro Catena, che consegna il pallone all'attaccante.
Boyé al 51' — un'altra bordata da fuori, quasi all'incrocio: 0,023. Due centesimi e mezzo.
Boyé al 68' — colpo di testa su cross di Ángel Pérez: 0,444.
Ibáñez al 90' — di nuovo di testa, di nuovo su cross di Ángel Pérez: 0,550.
Due conclusioni da fuori che, sommate, valgono sei centesimi di gol e sono entrate tutte e due. Un gol da un errore. E due colpi di testa che sono le uniche due occasioni serie prodotte dall'Alavés in novanta minuti.
Chi ha creato, da una parte e dall'altra

Questo è il grafico che ci ha colpito di più.
Ante Budimir ha calciato sei delle sette conclusioni dell'Osasuna, e quei sei tiri valgono 1,62 dei 1,64 gol attesi di tutta la squadra. L'unico altro tiro navarro, di Asier Osambela all'87', vale due centesimi.
Non è un modo di dire: l'attacco dell'Osasuna, quella sera, è stato un uomo solo. Budimir ha aperto con l'occasione più grossa della partita al 3' — 0,458, il tiro parato in uscita da Sivera con un braccio — e ha chiuso con due gol.
Dall'altra parte la concentrazione è diversa, ma c'è. I due cross di Ángel Pérez valgono da soli 0,99, cioè più della metà di tutto quello che l'Alavés ha prodotto. Gli altri dieci tiri messi insieme valgono 0,61 e hanno fruttato tre gol.
Come si muovevano le squadre
L'Osasuna di Luis Miguel Ramis è costruito attorno a una punta, e non lo nasconde.
Ramis è arrivato in estate dal Burgos, al posto di Alessio Lisci, con l'idea di una squadra riconoscibile, intensa ed equilibrata. Il suo impianto è un 4-2-3-1 che diventa un 4-4-2 senza cambiare quasi nulla, e la presentazione di stagione di una testata sportiva spagnola descriveva con precisione il ruolo del croato: il faro a cui guardare quando alla squadra servono gol e risultati.
Domenica il faro ha fatto il suo. Due gol, sei tiri su sette, praticamente tutta la produzione offensiva della squadra. E la squadra ha perso 5-2.
È il limite del disegno, e la partita lo ha mostrato in modo quasi didattico: se l'unico che tira è il centravanti, quando gli avversari segnano tre volte non c'è nessun altro posto da cui possano arrivare i gol per rimontare.
L'Alavés di Quique Sánchez Flores è invece una squadra a cui non interessa la palla.
L'agenzia spagnola, ad agosto, riassumeva così la stagione che stava per cominciare: continuità, pochi cambi, e un solo dubbio vero — se il tecnico avrebbe mantenuto il 5-3-2 a cui era ricorso d'urgenza l'anno prima per raddrizzare la squadra, oppure sarebbe passato a un 4-4-2 con più presenza sugli esterni.
Lo stesso pezzo segnalava un problema che domenica si è visto dall'altra parte del campo: con un difensore andato via e Facundo Garcés squalificato, l'Alavés si è ritrovato a schierare al centro della difesa dei terzini adattati.
Quello che è successo in campo, però, lo raccontano meglio i due quotidiani navarri.
L'analisi del giornale di Pamplona è severissima con la propria squadra, e va al punto: in Primera División non ti possono segnare due gol su due rinvii dal fondo. Il primo con un errore di Enzo Boyomo, il secondo con quello di Catena. E soprattutto: l'Osasuna non può permettersi di perdere così i duelli aerei, né di lasciare che gli attaccanti avversari si impongano con quella facilità.
Lo stesso pezzo aggiunge un dettaglio che sembra un aneddoto e invece pesa: l'Osasuna ha scelto di giocare il primo tempo guardando il sole. L'analista lo definisce una disattenzione importante, e la collega a un'azione in cui il portiere Sergio Herrera per poco non si insacca il pallone da solo sbagliando la misura di un salto.
Il nostro dato coincide con la lettura sui duelli, e la conferma dal lato opposto: le due sole occasioni vere costruite dall'Alavés sono due colpi di testa su cross, 0,44 e 0,55, ed entrambi sono finiti in rete.
Dove le fonti non sono d'accordo
Qui c'è un contrasto netto, e i numeri hanno qualcosa da dire.
La presentazione di stagione di inizio agosto descriveva un Osasuna con una base solida, poche modifiche necessarie rispetto all'anno precedente, una squadra ben lavorata e capace di reggere fisicamente fino alla fine.
L'analisi del giornale navarro, domenica sera, sostiene l'opposto: che i sette punti iniziali avevano nascosto carenze già viste in precampionato e negli anni scorsi, e che l'Alavés le ha semplicemente portate alla luce una dopo l'altra.
Secondo noi, su questo punto, i numeri stanno dalla parte della prima lettura, e lo diciamo pur avendo letto un 5-2.
L'Osasuna arrivava a Vitoria con sette punti in tre partite. I punti attesi dalle stesse tre partite sono 7,13. Cioè: quel bottino non era gonfiato da nessuna fortuna, era esattamente quanto le prestazioni valevano. A Balaídos aveva vinto 2-1 producendo 1,90 gol attesi contro 0,11, che è una delle prestazioni in trasferta più nette del campionato finora.
E domenica l'Osasuna ha concesso 1,60 gol attesi. Non è il dato di una difesa travolta: è un pomeriggio normale, in cui però sono entrate cinque palle.
La nostra lettura è che le «cuciture» che si sono viste non riguardino l'impianto, ma i duelli e gli errori individuali. Sono due problemi diversi. Il secondo si corregge in una settimana, il primo no.
Il contesto di stagione
L'Alavés ha dieci punti in quattro giornate, da 7,56 attesi. Sta prendendo più di quanto produce, ed è un margine che a un certo punto si richiude.
L'Osasuna ha sette punti da 7,13 attesi, cioè è esattamente dove merita, e la sconfitta di Vitoria non ha spostato quasi nulla di quel giudizio: i punti attesi della partita erano 1,32 contro 1,39, un sostanziale pareggio.
Il 5-2 è il risultato più squilibrato rispetto alle prestazioni di tutta la giornata di Liga.
Il punto onesto
Il rischio, con una partita così, è di raccontarla come se l'Osasuna fosse stato derubato. Non è andata così.
Perdere due palloni in quel modo sui rinvii avversari è un errore che si paga, e pagarlo due volte nella stessa partita non è sfortuna. Perdere due colpi di testa su cross dentro l'area, e vederli valere quasi un gol atteso pieno, non è sfortuna. L'Alavés ha fatto poche cose, le ha fatte bene e le ha fatte tutte contro lo stesso avversario nello stesso pomeriggio.
Quello che è ingiusto è la proporzione. Con gli stessi tiri, un pomeriggio qualunque, questa partita finisce 2-2 o 2-1.
La nostra lettura, che è un parere. Il problema dell'Osasuna non ci sembra la difesa, e nemmeno il modulo. Ci sembra l'assenza di un secondo uomo che tiri. Una squadra in cui il centravanti produce il 99% dei gol attesi vince quando lui segna e perde quando lui non segna — e domenica ha segnato due volte, il che dovrebbe bastare, e non è bastato perché dietro di lui non c'era nessun altro. Se Ramis trova un secondo terminale, i sette punti da 7,13 diventano una base seria. Se non lo trova, questa squadra dipenderà da Budimir fino a maggio.
Sull'Alavés siamo cauti in direzione opposta. Due gol da fuori area che valevano sei centesimi in tutto non tornano nel prossimo turno. Ma attenzione a liquidarli come fortuna e basta: una squadra che entra in area una volta a partita e sta a dieci punti sta facendo qualcosa che i gol attesi non misurano bene. Vale la pena guardarla ancora prima di decidere.
Un'ultima nota, che non è un numero. Il quinto gol l'ha segnato Pablo Ibáñez, che all'Osasuna è cresciuto. Non l'ha esultato.
Sui minuti dei gol concordano la cronaca del quotidiano navarro e le schede ufficiali della Liga. La nostra fonte statistica, come sempre, li registra un minuto prima.
Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.
