Foto: Reinhard Kraasch · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia CommonsAmburgo-Mainz 0-5: ventisei centesimi di gol in novanta minuti, in casa propria
Il verdetto, prima dei numeri
Al Volksparkstadion l'Amburgo ha perso 0-5 col Mainz.
Sheraldo Becker al 19', Philipp Mwene al 41', Phillip Tietz al 48' e all'83', Ransford-Yeboah Königsdörffer al 90'+1. Zero tiri in porta pericolosi per l'Amburgo in tutta la partita.
Königsdörffer ha giocato all'Amburgo fino alla scorsa stagione e se n'è andato in estate a parametro zero. È tornato al Volkspark da avversario e ha chiuso il conto.

Il numero: 0,26
Sono i gol attesi prodotti dall'Amburgo in novanta minuti, in casa propria.
Per capire quanto sia poco: in questa Bundesliga hanno fatto peggio soltanto l'Union Berlino (0,25) e lo Schalke (0,25). L'Union giocava contro il Bayer Leverkusen. Lo Schalke contro il Bayern, e ha chiuso con zero ingressi in area.
L'Amburgo giocava in casa, contro una squadra che l'anno scorso si è salvata all'ultimo.
Sette conclusioni in tutto. La più pericolosa vale 0,074 — un tiro di David Møller Wolfe al 77', respinto. Nessun tiro dell'Amburgo ha superato un decimo di gol atteso. In due partite di Bundesliga l'Amburgo ha creato 1,36 gol attesi in tutto: è il dato più basso del campionato.
Come si muovevano le squadre
Il Mainz ha segnato cinque gol, e sui primi tre c'è sempre la firma di Sheraldo Becker.
Sheraldo Becker apre al 19' su passaggio di Kaishu Sano, da una posizione che vale 0,38. Nel resoconto tedesco che ha dato le pagelle della partita, l'origine è un errore a centrocampo del capitano Nicolai Remberg. Il 2-0 di Mwene al 41' è la palla-gol più grossa dei novanta minuti — 0,92, praticamente un rigore in movimento — e l'assist è di Becker. Il 3-0 di Tietz al 48', a tre minuti dal rientro in campo, arriva ancora su cross di Becker.
Becker è uscito al 67' ed è stato nominato migliore in campo. La fonte tedesca scrive che ha creato «enormi problemi alla linea difensiva dell'Amburgo per l'intera durata dei suoi 67 minuti». I nostri numeri lo confermano da un'angolazione diversa: Becker ha prodotto un gol e due assist nelle prime tre reti, e i suoi quattro tiri personali valgono da soli mezzo gol atteso.
Quello che sorprende è come il Mainz ci sia arrivato, perché non è pressando.
Il PPDA del Mainz sabato è stato 12,35. Quello dell'Amburgo 9,68. Cioè: la squadra che ha vinto 5-0 ha pressato meno di quella che ha perso. E sull'intera stagione il Mainz ha un PPDA di 13,18, undicesimo su diciotto in Bundesliga.
Questo va contro l'idea che la Bundesliga ha del Mainz da dieci anni. Ed è esattamente il punto su cui le nostre fonti litigano.
Total Football Analysis, in un'analisi scritta poco dopo l'arrivo di Urs Fischer sulla panchina del Mainz, era severissima. Descriveva un gioco posizionale «progettato per il pallone lungo», con i centrocampisti più alti degli attaccanti avversari e i due uomini negli half-space che si stringono al centro per raccogliere le seconde palle. Il difetto, secondo quel pezzo: comprimendo gli spazi, il Mainz si ritrova la punta arretrata nella propria metà campo e i due trequartisti impegnati sulle seconde palle, «quindi manca spesso di profondità quando avrebbe la possibilità di ripartire». E ancora: penultimo in Bundesliga per contrasti riusciti, dietro solo al Bayern. «Alla squadra manca l'intensità che aveva l'anno scorso».
La presentazione di stagione di Get German Football News, del 17 agosto, dice quasi il contrario. Che il calcio di Fischer «non è la stessa robaccia da blocco basso associata ai suoi anni all'Union». Che questa squadra «non sembra preoccupata di parcheggiare l'autobus», che «commette errori difensivi in continuazione» ma «non ha paura di rischiare». Che in preparazione, contro il Kaiserslautern e contro l'Holstein Kiel, il Mainz «trasformava i recuperi aggressivi in attacchi verticali immediati», con lo schema 3-3-2-2 che Fischer si portava dietro dai tempi dell'Union.
Chi ha ragione? Secondo noi tutti e due, e la partita di sabato spiega come.
Il Mainz non è tornato a pressare alto: il PPDA lo dice, e quello non si discute. Quello che è cambiato è cosa succede dopo il recupero. La differenza fra ingressi in area del Mainz in questa stagione è +15 — ventuno fatti, sei concessi — ed è la seconda migliore della Bundesliga dietro solo al Bayern. Non è una squadra che assedia l'area avversaria per novanta minuti. È una squadra che, quando riprende palla a centrocampo, ci arriva in tre passaggi.
Il gol di Becker su errore di Remberg è quello. Il quinto, di Königsdörffer al 90'+1, pure: parte da un dribbling, l'assist è di Mwene, vale 0,37.
L'Amburgo, invece, è arrivato a questa partita con una rosa smontata. La presentazione di stagione della stessa testata tedesca elenca il danno: Luka Vuskovic e Fábio Vieira, i due prestiti che l'anno scorso avevano cambiato il livello della squadra, erano tornati ai club di Premier League — Vieira è poi rientrato ad Amburgo, e sabato ha calciato una punizione all'85' da 0,032. Quattro attaccanti via, fra cui Königsdörffer. Il ruolo di centravanti descritto come «la necessità più urgente della rosa». Patson Daka e Terem Moffi arrivati a stagione già cominciata.
Sabato Terem Moffi ha tirato una volta, al 45', da 0,023. Patson Daka non ha tirato mai. Il Mainz ha segnato il terzo gol tre minuti dopo l'intervallo, e da lì la partita era chiusa.
La stessa presentazione, scritta due settimane prima del campionato, aveva usato una frase che adesso suona come una previsione: la squadra dell'anno scorso «non era particolarmente elegante e spesso non era particolarmente disciplinata», ma «era diventata difficile da affrontare». Sabato non lo è stata.
Il contesto di stagione
L'Amburgo ha zero punti, zero gol fatti e sette subiti in due giornate. Ha 1,36 gol attesi creati e 4,59 concessi. Otto ingressi in area fatti, ventuno concessi.
Il modello è meno spietato del tabellone — 1,25 punti attesi, quasi tutti dalla prima giornata a Dortmund, persa 2-0 con un più che dignitoso 1,11 contro 1,31 — ma non abbastanza da assolvere.
Il Mainz ha quattro punti da 4,97 attesi. È fra le squadre della Bundesliga che stanno prendendo meno di quanto meritano: alla prima giornata aveva pareggiato 0-0 in casa col Paderborn producendo 1,55 gol attesi contro 0,69, dieci ingressi in area contro tre. Aveva vinto quella partita in tutto tranne il risultato.
Cinque gol da 3,28 attesi sabato: è il decimo scarto più grande registrato finora nei cinque campionati, quindi c'è dentro un po' di realizzazione sopra la media. Ma il 5-0 non è rubato. Undici ingressi in area contro tre non si rubano.
Il punto onesto
Due giornate non sono una stagione, e per il Mainz nemmeno tre. Il +15 di ingressi in area è il dato che ci sembra più solido di tutti, perché non dipende dai gol: descrive dove si è giocata la partita. Ma è costruito su due incontri, uno dei quali contro un Amburgo in queste condizioni.
La nostra lettura, che è un parere. Il problema dell'Amburgo non ci sembra tattico. Sette tiri, nessuno sopra 0,08, con tre cambi offensivi all'intervallo: non è una squadra che sbaglia i movimenti, è una squadra che non ha chi finalizzi. La presentazione tedesca lo aveva scritto ad agosto — «il ruolo di centravanti resta la necessità più urgente della rosa» — e finora è l'unica frase che spiega tutto quello che abbiamo visto.
Sul Mainz siamo più prudenti. Un PPDA da undicesimo posto e una differenza di ingressi in area da secondo posto sono due dati che, di solito, non convivono. O il Mainz è davvero una macchina da transizioni, oppure ha giocato contro le due squadre sbagliate. Lo sapremo quando incontrerà qualcuno che tiene palla.
I minuti vengono dalle cronache tedesche — Sky Sport Deutschland, il sito della Bundesliga e la testata inglese sul calcio tedesco concordano su tutti e cinque. La nostra fonte statistica li dà tutti un minuto prima, come sempre.
Su questa partita, per una volta, i nostri dati sono completi: cinque gol nella tabella delle conclusioni, cinque gol veri.
Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.