Foto: Prelvini · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia CommonsAbbiamo previsto meglio di quanto ci aspettavamo, e abbiamo perso lo stesso
Questo è il pezzo che un sito di analisi calcistica non dovrebbe scrivere, perché toglie valore alla cosa che gli porta traffico. Lo scriviamo lo stesso, perché i numeri sono i nostri e sarebbe disonesto tenerli nel cassetto.
Abbiamo preso il nostro modello, quello che stima la probabilità che una partita finisca con gol da entrambe le parti o sopra i 2,5 gol, e lo abbiamo fatto girare all'indietro su quattro stagioni dei cinque campionati principali. 26.726 giocate simulate, una unità per volta, con le quote che il mercato offriva davvero in quel momento.
Volevamo sapere una cosa sola: se le nostre probabilità sono giuste, si guadagna?
La prima risposta è che le probabilità sono giuste
Questo è il dato di cui siamo contenti, e va detto prima dell'altro.
Un modello è tarato bene quando le cose che dichiara al 60% succedono davvero circa 6 volte su 10. Il nostro, sulle 6.657 giocate dell'over, si comporta così.

Guardate la terza riga. Nelle 1.091 partite in cui il modello dava una probabilità fra il 60 e il 70%, dichiarava in media 63,62%. Sono finite così 66,27% delle volte. Abbiamo indovinato più di quanto avessimo promesso.
Succede anche nella fascia sopra, 73,21% dichiarato contro 74,56% reale, e in quella sotto. In tre fasce su quattro la realtà è arrivata meglio della previsione. Per chi costruisce modelli è il risultato che si spera.
La seconda risposta è che si perde comunque
In quelle stesse 1.091 partite, le migliori di tutte, il rendimento è stato -1,44%.
Non è un errore di battitura. Abbiamo previsto meglio del previsto e abbiamo perso l'1,44% di tutto quello che abbiamo messo sul tavolo.
E quella è la fascia buona. Ecco le quattro selezioni complete, su quattro stagioni:
Giocare "gol da entrambe le parti" ha reso -2,54%: 6.706 giocate, 170 euro persi ogni 6.706 messi. È il risultato migliore che abbiamo ottenuto.
L'over 2,5 ha reso -4,37%. L'under -6,27%. E "no gol" ha reso -11,37%, cioè 762 euro bruciati su 6.706.
Sommando tutto, il modello perde circa il 6% di quello che gioca. Ogni 1.000 euro che passano dalle nostre mani, 60 restano al banco.
Perché succede, detto senza giri
Il banco non vince perché prevede meglio di te. Vince perché le quote che ti offre valgono un po' meno di quanto la partita vale davvero.
Prendete le due quote del "gol" e del "no gol" nelle nostre 13.412 giocate: 1,815 e 1,991 di media. Trasformate in probabilità fanno 55,1% e 50,2%, che sommate danno 105,3%. Quel 5,3% di troppo non esiste in natura: è la commissione, prelevata in anticipo, su ogni singola giocata, vinta o persa.
Quindi per andare in pari non basta avere ragione. Bisogna avere ragione più del 5% in più di quanto ha ragione il mercato, in modo stabile, per migliaia di giocate. Il nostro modello, che è tarato bene e in tre fasce su quattro batte la propria previsione, di quel 5,3% ne recupera metà. Metà non basta.
La parte che nessuno scrive
Supponiamo che esista davvero un modo. Che qualcuno trovi un margine vero, non immaginato.
Primo problema: il tempo. Per sapere se un vantaggio dell'1% è reale e non fortuna servono migliaia di giocate. Nel nostro registro, la selezione peggiore ha toccato un buco massimo di 766 unità prima di risalire. Se giocate 10 euro per volta, significa stare 7.660 euro sotto e continuare a credere di avere ragione. Quasi nessuno ci riesce, e quasi nessuno dovrebbe.
Secondo problema, ed è quello decisivo: se davvero cominciate a vincere, il banco non vi batte. Vi limita. Vi riduce la puntata massima a cifre che non ripagano il tempo, o vi chiude il conto. È il funzionamento normale del mestiere, non un abuso: un'azienda che prende una commissione fissa non ha interesse a tenere in casa chi quella commissione la supera.
Il che lascia una sola porta aperta per guadagnarci: mettere in gioco cifre grandi, accettare buchi lunghi mesi, e avere il capitale per restare al tavolo mentre succede. Non è una strategia, è una professione con dei requisiti di capitale. E se avete quel capitale, esistono mestieri meno faticosi.
Allora a cosa serve questo lavoro
A una cosa che continua a valere, ed è diversa dal giocare.
I numeri che pubblichiamo dicono quali squadre stanno raccogliendo più o meno di quello che producono, e quella informazione è vera e utile: aiuta a capire il campionato, a leggere una classifica bugiarda, a non farsi impressionare da tre vittorie di fila nate da niente. Il 23 settembre ne abbiamo segnate nove e sei sono andate come dicevano i numeri.
Ma capire il calcio meglio di qualcun altro non è lo stesso che guadagnarci contro un'azienda che si prende il 5% prima di cominciare. Sono due cose, e questo sito continuerà a fare la prima.
Se giocate, giocate le cifre che siete disposti a perdere, perché sulla distanza le perderete: il nostro registro dice il 6%, e il nostro registro è il caso in cui le previsioni erano giuste.
T.L.