Il 16 settembre avevamo indicato nove squadre il cui rendimento si era staccato dalle prestazioni. Adesso hanno giocato tutte: sei sono andate nella direzione che i numeri suggerivano, tre no. Il Villarreal, che era il caso più estremo di Spagna, ha vinto due volte producendo 4,25 e 4,29 gol attesi. Il Cagliari, che segnalavamo come il più gonfiato d'Europa, ha vinto di nuovo entrando in area una volta sola.

Una settimana fa avevamo aperto una specie di registro pubblico: nove squadre il cui rendimento si era staccato da quello che producevano in campo, cinque in perdita e quattro in guadagno, e l'impegno a raccontare come sarebbe andata senza scegliere i pezzi comodi.

Adesso hanno giocato tutte, e c'è la sosta per le nazionali, che è il momento giusto per fare i conti.

Le nove, una per una

Il Monza era la squadra più sottovalutata d'Italia, 1 punto da 7,74 attesi. Ha battuto il Sassuolo 2-1. Andata come doveva.

Il Bologna era il buco più grosso del campionato, 1 punto da 6,94. Ha pareggiato 1-1 con il Torino, muovendo la classifica ma giocando la sua partita più povera, 0,70 gol attesi. Mezzo punto a favore.

Il Villarreal era il caso estremo della Liga, 2 punti da 7,47. Ha vinto 3-1 a Malaga producendo 4,25 gol attesi, poi ha vinto 3-1 con il Levante producendone 4,29. Due vittorie, due prestazioni da squadra di vertice.

Il Lecce era fra i gonfiati, 6 punti da 2,06. Ha perso 3-0 a Milano chiudendo la partita con 0,22 gol attesi. Andata come doveva.

L'Atalanta era nella stessa lista, 6 punti da 2,33. Ha perso 2-0 a Torino contro la Juventus, con 0,49 gol attesi. Anche questa.

Il Lille, 10 punti da 4,69, ha perso 2-1 a Nizza in una partita che i gol attesi danno pari, 1,93 a 1,93. Il segno è quello giusto.

E poi i tre che non sono andati come dicevano i numeri.

Il Brest, che segnalavamo come la squadra che produceva di più in Francia senza raccogliere, ha perso 2-1 ad Auxerre creando 0,30 gol attesi: non solo non ha incassato il credito, ha anche smesso di produrre per una sera.

Il Betis, che davamo per gonfiato, ha vinto 1-0 con il Getafe e pareggiato 1-1 a La Coruña. Quattro punti su sei, e soprattutto una prestazione da 2,61 gol attesi contro il Getafe: qui il modello aveva ragione sui punti e torto sulla direzione, perché il Betis nel frattempo ha cominciato a produrre davvero.

Il Cagliari ha vinto di nuovo, 1-0 a Udine, entrando in area avversaria una volta sola in novanta minuti. È il terzo risultato di fila che ottiene così, e adesso ha 12 punti da 5,77 attesi.

Sei su nove nella direzione giusta, una a metà, e due chiaramente sbagliate.

Punti veri e punti attesi delle squadre segnalate il 16 settembre, aggiornati dopo l'ultima giornata

Cosa impariamo, e non è quello che sembra

La tentazione, dopo un bilancio come questo, è dire che il metodo funziona sei volte su nove. Sarebbe sbagliato per due motivi.

Il primo è che una giornata sola non è un test. Su novanta minuti il rumore è più grande del segnale, e una squadra che merita 1,2 punti a partita ne fa sempre tre o zero: se avessimo fatto lo stesso conto la settimana prima o la settimana dopo, il risultato sarebbe stato diverso senza che nulla fosse cambiato nel metodo.

Il secondo è più utile. Il caso del Betis dice che lo scarto fra punti veri e punti attesi, da solo, è un indicatore grezzo. Il Betis stava raccogliendo troppo rispetto a quello che aveva prodotto nelle prime giornate, ma la sua produzione stava salendo settimana dopo settimana: adesso ha 13,15 gol attesi prodotti in sette partite. Uno scarto che si chiude perché la squadra migliora non è lo stesso di uno scarto che si chiude perché la fortuna finisce.

Il modo giusto di leggerlo, quindi, è incrociare sempre due cose: quanto una squadra raccoglie rispetto a quello che produce, e in che direzione si sta muovendo la produzione. Il Villarreal era il caso perfetto proprio perché le due cose puntavano nella stessa direzione.

Le posizioni aperte, aggiornate alla sosta

In Italia lo scarto più grande resta quello del Cagliari, 12 punti da 5,77 attesi, seguito dalla Lazio, 13 da 8,00, e dal Frosinone, 10 da 5,19. Sul fronte opposto il Bologna, 2 punti da 8,02, il Venezia, zero punti da 5,48, e il Monza, 4 da 8,68.

In Francia il Monaco ha 13 punti da 6,82 attesi, che è quasi esattamente il caso del Cagliari: prima posizione e produzione da metà classifica. Dall'altra parte il Lens ha 4 punti da 8,82 e il Brest 5 da 9,75.

In Inghilterra il Manchester City guida con 15 punti da 9,59 attesi, ed è lo scarto più grande della Premier. In perdita ci sono il Bournemouth, 3 punti da 7,76, il Nottingham Forest, 5 da 9,17, e il Sunderland, 4 da 7,69.

In Spagna il Betis resta in testa alla lista dei fortunati, 16 punti da 9,83, ma con la produzione in crescita di cui sopra. Il Villarreal, nonostante due vittorie, è ancora a 8 punti da 13,33 attesi, e ha portato 109 palloni in area avversaria in sette giornate: è il valore più alto dei cinque campionati.

In Germania il Borussia Dortmund ha 12 punti da 8,10 e il Bayer Leverkusen 7 da 9,64.

Il punto onesto

Primo, cosa non stiamo facendo. Non diamo consigli di giocata e non accompagniamo nessuno di questi nomi a una quota: le quote che raccogliamo si fermano alla scorsa primavera, quindi non sappiamo nemmeno quanto il mercato stia già prezzando queste divergenze. Senza il prezzo, un'idea non è una scommessa.

Secondo, il margine, quando c'è, è sottile. Il nostro test su 26.726 scommesse simulate dice che giocare alla cieca sui mercati semplici perde il 6,14% per la sola presenza del margine del banco, e che il prezzo di mercato azzecca le probabilità entro due punti percentuali. Qualunque vantaggio si costruisca sopra quel livello richiede centinaia di giocate per vedersi.

Terzo, la cosa più importante. Le scommesse restano un gioco d'azzardo. Questa rubrica serve a raccontare come si legge una stagione con i numeri e a tenere il conto in pubblico anche quando va male, non a promettere guadagni.

Il prossimo bilancio dopo la ripresa, con le nove di oggi e i nomi nuovi.

T.L.


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