Ci sono pareggi che sembrano equilibrati e non lo sono per niente. Bournemouth-Brentford è finita 2-2 con venti conclusioni da una parte e otto dall'altra, e chi ha letto solo il risultato ha pensato a una di quelle partite inglesi in cui si va avanti e indietro per novanta minuti.
Non è andata così. È andata che una squadra ha giocato praticamente da sola per un'ora e mezza e ha finito il pomeriggio con un punto, che è il modo più rapido di perdere terreno senza che nessuno se ne accorga.
Il verdetto, prima dei numeri
I gol attesi dicono 2,55 per il Bournemouth e 0,79 per il Brentford. I punti attesi, che traducono quelle occasioni in punti, dicono 2,56 contro 0,31.
Quindi il Bournemouth ha raccolto un punto da una prestazione che, ripetuta cento volte, gliene farebbe raccogliere due e mezzo. È lo scarto negativo più grande della giornata inglese.

Il numero: 0,12
Zero virgola dodici è quanto valgono, messi insieme, i due gol del Bournemouth.
Il primo è un sinistro da fuori area in mezzo a tre maglie, 0,055: cinque volte su cento finisce dentro. Il secondo arriva all'inizio della ripresa su una sponda dentro l'area, 0,066. Sono i due tiri meno pericolosi di tutta la sua partita, o quasi, e sono gli unici due entrati.
Nello stesso pomeriggio sono rimaste fuori le occasioni vere. Un colpo di testa da calcio d'angolo a tre metri dalla porta, 0,649, cioè due volte su tre è gol. Un sinistro dentro l'area su ribattuta, 0,457. Una prima incornata sul cross, 0,383. Un destro dal cuore dell'area a metà ripresa, 0,293.
Quattro occasioni per 1,78 gol attesi, tutte fallite. E due gol da conclusioni che, sommate, non arrivano a un ottavo di gol. Non è una partita in cui il Bournemouth ha segnato poco: è una partita in cui ha segnato le cose sbagliate.
Come ha giocato il Bournemouth
Il dato che racconta la scelta è il PPDA: 5,8. È il numero di passaggi che una squadra concede all'avversario prima di andarlo ad attaccare, e sotto quota 7 si è nel territorio delle squadre che pressano forte in avanti. È il valore più aggressivo di tutta la giornata di Premier.
Il risultato è che il Brentford non è mai riuscito a costruire dal basso. Otto conclusioni in novanta minuti, quasi tutte nate da palloni recuperati o da situazioni di ripartenza, e 0,79 gol attesi complessivi. Difendersi così, contro una squadra che ti aspetta a venti metri dalla tua porta, funziona finché le poche volte che esci trovi la giocata giusta.
Il Brentford l'ha trovata due volte, e sempre con lo stesso uomo. Il primo gol è un colpo di testa su cross da 0,329, la sua unica occasione vera del primo tempo. Il secondo è un destro da dentro l'area su palla recuperata, 0,112, dieci minuti dopo l'ora. Kevin Schade in questa stagione ha 3 gol da 1,14 gol attesi personali: un giocatore che sta segnando tre volte quello che crea, ed è il secondo scarto più alto della Premier League.
Dall'altra parte la mole del Bournemouth non è nata da un assedio finale. Ha prodotto per tutti i novanta minuti, con dodici ingressi in area contro otto e un ritmo costante. È il tipo di prestazione che di solito porta tre punti, e che qui ne ha portato uno.
Quello che questa partita dice davvero
Vale la pena essere precisi, perché è il punto in cui questo genere di analisi viene sempre frainteso.
Il Bournemouth non ha giocato male. Ha fatto esattamente quello che serve per vincere una partita di Premier: ha pressato alto, ha portato il pallone in area con continuità, ha costruito quattro occasioni nitide. Ha sbagliato l'ultimo gesto, che è la parte del calcio in cui il caso pesa di più.
Il Brentford non ha rubato niente. Ha subito la partita, ha tenuto botta, ed è stato clinico nei due momenti in cui è uscito. È una strategia che si può scegliere, e contro una squadra che ti pressa a 5,8 è spesso l'unica praticabile.
La differenza è che una cosa si ripete e l'altra no. Il pressing a 5,8 e i dodici ingressi in area sono struttura: si riproducono la settimana dopo e quella dopo ancora. Due gol su otto tiri da 0,79 complessivi non sono struttura, sono una serata.
Il punto onesto
Primo, i limiti di quello che abbiamo. I gol attesi non sanno chi calcia: un colpo di testa da 0,65 sbagliato da un difensore e uno sbagliato da un centravanti valgono uguale nel modello, e nella realtà no. In una partita in cui i gol sono arrivati da conclusioni difficili, questo limite pesa più del solito.
Secondo, la lettura opposta. Si può dire che il Bournemouth abbia costruito tanto ma male, perché due delle sue occasioni migliori sono colpi di testa su palla inattiva e non azioni manovrate, e che una squadra che concede due ripartenze così pulite abbia un problema di equilibrio, non di fortuna. È una lettura che sta in piedi.
Terzo, la nostra opinione. Questa è la partita in cui il Bournemouth ha giocato meglio in stagione e ha raccolto meno, e la cosa da guardare nelle prossime settimane non è se continuerà a sbagliare i colpi di testa, ma se continuerà ad arrivare in area dodici volte. Se ci arriva, i gol tornano da soli. Il Brentford, invece, farà bene a non prendere l'abitudine: 0,79 gol attesi in casa altrui è un modo di stare in partita, non di vincerla.
T.L.
Vuoi vedere quanto ogni squadra merita davvero la sua classifica? Il Meritometro confronta punti veri e punti attesi. Per chi vuole i modelli e non i titoli, c'è la Nerd Zone.
