Un centesimo di gol in quaranta minuti: quanto è costato davvero il rosso a Malen
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Analisi

Un centesimo di gol in quaranta minuti: quanto è costato davvero il rosso a Malen

Il primo 0-0 della Serie A arriva al Sinigaglia, e arriva da una partita che la Roma stava vincendo. Fino al 53' aveva prodotto 1,13 gol attesi contro 0,58. Dopo l'espulsione di Malen ne ha prodotti 0,01: un tiro, un centesimo, in quaranta minuti. Ma il conto del Como dice che l'uomo in più è servito meno di quanto sembri.

Cinquantaquattro partite di campionato da agosto a ieri, e in nessuna le due squadre erano riuscite a non segnare. Poi, domenica alle 12:30, il Sinigaglia.

E non è finita 0-0 perché le due squadre si sono annullate. È finita 0-0 perché una partita è diventata due partite, e il confine fra le due è un piede alto di Donyell Malen su Kaiki al 53', rosso diretto di Fabbri senza passare dal giallo.

Prima del 53', stava vincendo la Roma

Non nel punteggio, nelle occasioni, che è il modo in cui misuriamo chi sta facendo la partita.

Nei primi cinquantatré minuti la Roma ha prodotto 1,13 gol attesi, il Como 0,58. Quasi il doppio, in trasferta, contro la terza squadra d'Italia per palloni portati in area. Dybala aveva chiamato Butez alla parata al 5' su un pallone che valeva 0,388, Pellegrini aveva preso il palo all'11', e soprattutto al 23' Malen si era presentato davanti alla porta su un'occasione da 0,460: la più grande dell'intera partita, da nessuna delle due parti.

L'ha sbagliata. Trenta minuti dopo si è fatto espellere. Lo stesso uomo, la stessa mezz'ora.

Gol attesi prodotti prima e dopo il rosso a Malen: fino al 53' Como 0,58 contro Roma 1,13, dal 54' alla fine Como 1,28 contro Roma 0,01, in tutta la partita Como 1,85 contro Roma 1,14

Dopo, la Roma ha smesso di esistere in avanti

Un tiro. Uno solo, di Dybala al 60', da 0,010 gol attesi: un centesimo. Poi più niente per quaranta minuti, recupero compreso.

Non è un calo, è una decisione. Gasperini ha tolto Hermoso per Balerdi al 60' e ha messo la squadra dentro l'area, e da lì in poi la Roma non ha più provato a uscire. Nico Paz, a fine partita, l'ha detta meglio di qualunque modello: hanno messo tanti giocatori in area, abbiamo fatto il possibile.

E allora quanto conta, quell'espulsione?

Qui viene la parte che nessuno racconta, e che i numeri invece dicono chiaramente.

Il Como, con un uomo in più per quaranta minuti, ha prodotto 1,28 gol attesi. Sembra tanto perché è il doppio di quello che aveva fatto nei primi cinquantatré. Ma rapportato ai novanta minuti fa poco meno di 1,9: il ritmo di una squadra che attacca bene, non di un assedio. Contro dieci uomini, in casa, con cinque cambi a disposizione.

E c'è un dettaglio che sposta ancora di più il giudizio. L'occasione più grande del Como dopo il rosso è di Perrone al 55': 0,402, cioè due minuti dopo l'espulsione, quando la Roma non si era nemmeno ancora sistemata. Tolta quella, nei trentacinque minuti successivi il Como ha costruito 0,87 gol attesi spalmati su dieci conclusioni, di cui una sola sopra i tre decimi: il colpo di Nico Paz al 76', parato da Gollini.

Gollini, che gioca perché non c'è Svilar, ha fermato Nico Paz due volte. È la seconda storia della partita e in un pezzo di numeri ci sta stretta.

Statistiche a confronto di Como-Roma: gol attesi, tiri, ingressi in area e pressing

Il conto finale

L'espulsione è costata alla Roma la vittoria, non il pareggio.

Alla fine dei novanta il conto dice 1,87 punti attesi al Como e 0,87 alla Roma. Ma quel conto pesa insieme due partite diverse, e la prima, quella giocata in undici contro undici, la Roma la stava vincendo. Un punto a testa, e una Roma che resta imbattuta ma scivola a due punti dalla vetta, perché Inter e Lazio hanno vinto e sono a 16. Le resta la miglior difesa del torneo, alla pari col Cagliari: 3 gol subiti in sei giornate, e domenica ne ha concessi uno virgola otto senza prenderne nemmeno uno.

Mercoledì all'Olimpico arriva il Real Madrid, e Malen sarà squalificato in campionato ma disponibile in Champions. Che è il modo più ironico possibile per chiudere questa storia: il giocatore più caro del fantacalcio salta la partita in cui lo avete schierato, e gioca quella che non conta per la vostra lega.

T.L.


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