Al Martínez Valero, lunedì sera, l'Elche ha tirato 20 volte, ha prodotto 2,87 gol attesi contro 0,88, ha rimontato da 0-2 a 2-2 contro una squadra in dieci uomini e ha perso al 90'. Quattro giornate, un punto, ancora nessuna vittoria.
Con quei numeri lì la tentazione è scrivere il pezzo facile, quello della sfortuna e del calcio ingiusto. È il pezzo sbagliato. Perché se prendete i 2,87 gol attesi dell'Elche e guardate quando sono stati prodotti, scoprite che per un'ora quella squadra non aveva fatto praticamente niente.
La partita che l'Elche ha scelto di giocare
Martín Anselmi ha preso l'Elche in estate e non ha smontato quello che aveva trovato. Ha aggiunto una cosa sua: la difesa a tre. Tre centrali che iniziano l'azione, i carrileros a dare l'ampiezza altissimi sulle fasce, un mediano a sostenere la circolazione e due trequartisti che si infilano fra le linee attorno alla punta.
L'idea è quella di sempre in casa sua: palleggio corto per attirare la pressione addosso, trovare l'uomo libero, e accelerare nel momento esatto in cui hai saltato la prima linea avversaria. Quando funziona è bellissima. Quando non funziona, hai tre difensori alti e larghi e un campo intero alle spalle.
Dall'altra parte c'era la squadra costruita apposta per abitare quel campo lì.
La Real Sociedad di Pellegrino Matarazzo ha rotto con il possesso lungo del ciclo precedente. Si mette in un blocco medio alto che passa dal 4-2-3-1 al 4-4-2, aspetta l'errore nella costruzione avversaria e riparte, con gli esterni che attaccano gli intervalli fra i difensori. Quando riconquista, la prima scelta non è consolidare: è cercare subito la rottura verso lo spazio, alternando l'appoggio corto della punta che viene incontro alle corse degli esterni dentro i mezzi spazi. Non cerca di avere più pallone di te. Cerca di farti male più di quanto tu faccia male a lei.
Erano due squadre fatte apposta per infastidirsi a vicenda. In precampionato l'Elche aveva già mostrato il suo prezzo da pagare: dominava a lungo, e poi soffriva ogni volta che l'avversario attaccava lo spazio dietro la linea alta. È esattamente la situazione che la Real Sociedad allena tutte le settimane.

Il pallone infatti l'ha avuto l'Elche, e alla fine anche i tiri. La Real Sociedad si è presa i 3 gol.
I primi 61 minuti, quelli che nessuno ricorda
Qui sta il punto di tutta la partita.
Nei primi 61 minuti, undici contro undici, l'Elche ha tirato 6 volte per 0,50 gol attesi. La Real Sociedad ha tirato 9 volte per 0,53. Sono gli stessi numeri. Nessuna delle due squadre stava creando niente, e la partita era in perfetto equilibrio.
Solo che il tabellone diceva 0-2.
Il primo gol arriva all'11' da un calcio d'angolo: Job Ochieng gira dentro, 0,18 gol attesi. Il secondo al 31', su azione, ed è quasi un non tiro: Yangel Herrera colpisce da una posizione che vale 0,07, sette centesimi, servito ancora da Ochieng. Due conclusioni che in una partita normale non entrano quasi mai, e sono entrate tutte e due.
Ochieng è l'esterno che Matarazzo ha lanciato quest'anno, ed è la traduzione umana del suo modello: energia e velocità dentro gli spazi. Alla fine della serata avrà 1 gol e 2 assist, cioè avrà messo la firma su tutti e 3 quelli della sua squadra.
Vale la pena fermarsi su cosa vuol dire davvero un gol da 0,07. Non vuol dire che la Real Sociedad ha rubato qualcosa: vuol dire che ha segnato da una posizione dalla quale, 93 volte su 100, non si segna. Se ti capita una volta è un episodio. Se ti capita due volte nella stessa ora, l'avversario ha smesso di giocare la partita che aveva in testa e sta giocando la tua.
Ed è quello che è successo all'Elche. Con due gol da recuperare, la difesa a tre ha cominciato a salire, i carrileros si sono alzati ancora, e la squadra si è allungata proprio nel modo che alla Real Sociedad conviene. Per un'ora, però, l'Elche non è riuscito a farne niente: la costruzione arrivava fino al limite dell'area e lì si fermava, contro un blocco che si stringeva e concedeva volentieri il tiro da fuori.
Poi il VAR ha cambiato la partita due volte nello stesso momento
Al 62' Sucic chiude una ripartenza e fa 0-3. La partita è finita.
Il VAR però torna indietro e trova un tocco di mano nella costruzione dell'azione. Il gol viene annullato, e chi ha toccato il pallone con la mano, il difensore Jon Martín, viene espulso.
In una sola decisione la Real Sociedad perde un gol e perde un uomo. Da 0-3 a 0-2, da undici a dieci, con quasi mezz'ora davanti.

Da lì in poi comincia la partita che sta nelle statistiche finali. In poco meno di mezz'ora l'Elche tira 14 volte e produce 2,43 gol attesi. Vale a dire: l'83% di tutto quello che ha creato in 95 minuti nasce contro una squadra in inferiorità numerica.
Thomas Lemar accorcia al 67' con un tiro che valeva 0,02, il tipo di gol che l'Elche non aveva mai trovato. Al 74' Fer Niño segna sulla ribattuta l'unica occasione vera della sua squadra, 0,95 gol attesi, praticamente una porta aperta. 2-2, e adesso c'è un uomo in più e venti minuti per vincerla.
Non la vince. Al 90' Sucic riceve, salta l'uomo e la mette dove non si prende: 0,13 gol attesi, il terzo gol da poco di una squadra che quella sera ne ha segnati 3 per un totale di 0,39.
Quello che ancora non funziona
Contro dieci uomini, per mezz'ora, con 14 tiri, l'Elche ha costruito una sola occasione limpida. Tutto il resto sono conclusioni da fuori, colpi di testa da posizione defilata, tiri dentro il traffico: Víctor Chust di testa, Abiel Osorio due volte, Roy Revivo al 91' su una respinta, 0,39 gol attesi buttati via all'ultimo respiro.
È il problema che si porta dietro da agosto. In 4 partite l'Elche ha raccolto 1 punto da 5,72 punti attesi. In tutta la Liga solo il Villarreal sta peggio. Non è una squadra che gioca male: è una squadra che arriva in area e non decide.
La Real Sociedad, che ha 7 punti da 5,61 attesi, sta esattamente dall'altra parte della stessa classifica.
Il punto onesto
Adesso la lettura opposta, che è altrettanto legittima.
Una squadra che vince in trasferta con 0,88 gol attesi non è stata solo fortunata. La Real Sociedad era arrivata a Elche con 6 cambi di formazione, ha giocato quasi mezz'ora in dieci, e in quella mezz'ora ha comunque prodotto 4 tiri e trovato il gol partita. In porta c'era il secondo, un prodotto della cantera che gioca quando Remiro riposa, e ha fatto 8 parate: tante quante ne servivano, visto che l'Elche ha centrato lo specchio 10 volte e ha segnato 2 gol. Se un modello di gioco è costruito per fare male più che per avere il pallone, questa partita è esattamente il suo ritratto riuscito, non un incidente.
Ci sono poi due cose che vanno dette perché sono vere. La prima è che 4 giornate non sono una diagnosi: lo scarto fra punti veri e punti attesi dell'Elche, oggi, è una curiosità, e lo riguarderemo fra dieci partite. La seconda è che i modelli di gol attesi non sono tutti d'accordo fra loro: il nostro dà 2,87 all'Elche, altri fermi a 2,39. Il racconto non cambia, i decimali sì.
E resta la domanda che l'Elche si porta a Bilbao dopo la sosta: se contro dieci uomini per mezz'ora riesci a costruire una sola occasione vera, il problema è chi te la para o chi non te la crea?
T.L.
Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.
