Francoforte-Augsburg 1-4: ventisei secondi, e la partita cambia padrone
Analisi

Francoforte-Augsburg 1-4: ventisei secondi, e la partita cambia padrone

Nel primo tempo l'Augsburg ha prodotto 0,13 gol attesi: due tiri murati e una punizione fuori. Poi ha segnato quattro gol. Il Francoforte è l'unica squadra dei cinque campionati, questa stagione, ad aver perso di tre gol una partita che i suoi numeri dicevano stesse vincendo. Ma il problema del Francoforte non è la mira: sono i sette gol presi in due giornate da 3,73 attesi.

Il verdetto, prima dei numeri

Al Deutsche Bank Park l'Eintracht Francoforte ha perso 1-4 con l'Augsburg.

Jonathan Burkardt ha segnato di testa dopo sei minuti, su cross di Younes Ebnoutalib sul secondo palo. Per quaranta minuti non è successo altro che il Francoforte.

Poi l'intervallo. Ventisei secondi dopo il fischio d'inizio della ripresa, un cross di Marius Wolf attraversa l'area, Arijon Ibrahimović ci arriva, la palla tocca Elias Baum e finisce dentro. Un minuto più tardi Noah Atubolu si fa sfuggire dalle mani un tiro basso dello stesso Ibrahimović e Robin Fellhauer appoggia in rete. Alexis Claude-Maurice, entrato dalla panchina, ha chiuso con un tiro a giro a metà ripresa. Fabian Rieder ha aggiunto una punizione all'88'.

L'Augsburg è primo in Bundesliga.

Francoforte-Augsburg 1-4: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Il numero: 0,13

Sono i gol attesi prodotti dall'Augsburg in tutto il primo tempo.

Non è una cifra che si commenta, è una cifra che si smonta. In quarantacinque minuti l'Augsburg ha tirato tre volte: un tiro di Hennes Behrens al 23', murato. Uno di Robin Fellhauer al 43', murato. Una punizione di Rieder sul finire del tempo, fuori di poco. Fine.

Nello stesso tempo il Francoforte ha tirato undici volte per 1,83 gol attesi, e Finn Dahmen ha dovuto salvare il risultato più di una volta: la conclusione di Can Uzun al 10' valeva 0,31, quella di Ebnoutalib al 38' valeva 0,33.

Poi il Francoforte ha tirato altre undici volte nella ripresa. Undici prima, undici dopo. Ma quelle della ripresa valevano 0,69 in tutto: nessuna sopra 0,33, la maggior parte sotto un decimo.

Il Francoforte ha tirato undici volte per tempo, ma nel primo tempo quei tiri valevano 1,83 gol attesi e nella ripresa 0,69; l'Augsburg è passato da 0,13 a 1,36

Questo è il fatto che regge tutto il resto: non è cambiato quanto il Francoforte tirava. È cambiato da dove.

Come si muovevano le squadre

L'Augsburg di Manuel Baum gioca 3-4-2-1, ed è una scelta dichiarata. La presentazione di stagione di Get German Football News, firmata da Peter Weis a metà agosto, la racconta senza giri di parole: Baum è stato confermato per continuità, il mercato è stato tutto «sicuro», Han-Noah Massengo e Fabian Rieder sono la doppia mediana titolare, Michael Gregoritsch è la punta di riferimento «capace di occupare i difensori e tenere su la palla», Claude-Maurice è l'uomo che decide. L'obiettivo dichiarato del club, scrive quel pezzo con una certa ironia, è la diciassettesima salvezza consecutiva. Niente di più.

Domenica l'Augsburg è sceso in campo esattamente così: Dahmen in porta, Banks-Matsima-Brackelmann dietro, Wolf e Behrens esterni, Massengo e Rieder in mezzo, Ibrahimović e Fellhauer dietro Gregoritsch.

Il Francoforte di Adi Hütter gioca 4-2-2-2, e la differenza con il passato è dove sta la larghezza.

Qui le fonti si separano, ed è la parte interessante.

Nella sua lezione per Coaches' Voice, Hütter spiega di persona come batté il Bayern nel 2021, quando allenava già il Francoforte: pressare alto per riprendere palla il più vicino possibile alla porta avversaria, due trequartisti dietro un'unica punta, e due esterni ai quali aveva assegnato compiti deliberatamente diversi fra loro. Quegli esterni erano quinti di centrocampo, e dietro di loro c'erano tre centrali difensivi.

La presentazione 2026/27 della stessa testata tedesca descrive il Francoforte di quest'anno in modo diverso. Il principio è lo stesso — pressione alta, verticalità, campo corto — ma la struttura no: due attaccanti invece di uno, i trequartisti stretti dentro il campo, e la larghezza affidata ai terzini. Dietro quei terzini non ci sono tre centrali: ce ne sono due.

Domenica quei due terzini erano Elias Baum e Keita Kosugi, entrambi giovanissimi, entrambi progetti che Hütter ha difeso pubblicamente anche dopo la partita. I due centrali erano il capitano Robin Koch e Lilian Brassier, arrivato dal Rennes per 8,5 milioni pochi giorni prima e all'esordio.

Lo stesso pezzo di agosto aveva già segnalato il rischio: quando il primo pressing viene saltato, in quel sistema si apre moltissimo spazio. Come prova portava il 7-0 subito a Brentford in precampionato.

È esattamente lì che si è rotta la partita. Il primo gol dell'Augsburg nasce da un cross dell'esterno destro Wolf che attraversa tutta l'area e viene deviato dal terzino sinistro. Il secondo nasce da una respinta del portiere: quel tiro rimbalzato è la palla-gol più grossa dei novanta minuti dell'Augsburg, 0,60, ed è l'unica sopra un decimo che gli ospiti abbiano prodotto su azione.

Hütter, in conferenza, l'ha detto con parole sue: «L'Augsburg si è difeso bene in un blocco basso. Non siamo più riusciti a rimettere in piedi il nostro gioco». E ancora: «eravamo troppo esposti alle ripartenze», «i primi due gol sono stati regali nostri», il terzo e il quarto «di livello mondiale».

Sui numeri, il terzo e il quarto gol gli danno ragione. Il tiro a giro di Claude-Maurice valeva 0,07. La punizione di Rieder valeva 0,07. Sono conclusioni che, statisticamente, non si segnano quasi mai. Quando entrambe finiscono dentro nella stessa mezz'ora, non è una tendenza: è una serata.

Su un punto, però, il nostro archivio contraddice l'allenatore. Hütter ha detto: «abbiamo tirato troppo poco in porta». Il Francoforte ha tirato undici volte per tempo, ha fatto quindici ingressi in area contro otto, e ha pressato quasi il doppio (PPDA 7,8 contro 13,5). Il volume non è mancato. È mancato il valore di ogni singolo tiro, ed è una cosa diversa: la squadra ha continuato ad arrivare, ma da fuori e di fretta.

C'è invece un punto su cui allenatore e modello coincidono in modo quasi imbarazzante. Hütter ha detto che nel primo tempo, a parte un buon cross, non aveva visto «una sola occasione da gol» dell'Augsburg. I nostri dati dicono 0,13 in tre conclusioni, due delle quali murate. Su questo, nessuna discussione.

Il contesto di stagione

L'Augsburg è primo con sei punti, e non perché crei più degli altri.

In due giornate ha fatto venti ingressi in area e ne ha concessi ventidue. Ha segnato sette gol da 6,98 gol attesi: praticamente il conto esatto. L'attacco dell'Augsburg, finora, vale quello che segna.

L'anomalia è tutta dall'altra parte: ha concesso 4,35 gol attesi e ha preso un gol solo. Alla prima giornata aveva battuto lo Schalke 3-0 concedendo 1,84. Domenica ha vinto 4-1 concedendo 2,51. Dahmen è stato nominato migliore in campo dalla testata che ha dato le pagelle, con la motivazione che aveva tenuto in piedi la squadra in un primo tempo in cui era «nettamente la seconda».

Il Francoforte ha un punto in due giornate, e il suo problema non è creare. Ha prodotto 4,63 gol attesi e segnato quattro gol: normale. Ha fatto ventisei ingressi in area e ne ha concessi tredici: il doppio degli avversari.

Ma ha subito sette gol da 3,73 attesi. Alla prima giornata era 3-1 sopra a Berlino contro l'Union e ha finito 3-3. Domenica era 1-0 e ha finito 1-4. Due partite, due vantaggi buttati.

Un dato che abbiamo contato prima di scriverlo: in questa stagione, nei cinque campionati principali, il Francoforte è l'unica squadra ad aver perso di tre gol una partita in cui i punti attesi le davano la vittoria (2,08 contro 0,72). L'unico caso simile è il Tolosa, battuto 0-2 dal Lione con 2,39 punti attesi. Di due gol, però, non di tre.

Il punto onesto

Attenzione a come si legge il primo gol dell'Augsburg. Nella nostra fonte statistica compare come autorete, con valore 0,00. Quello zero non significa che l'Augsburg non avesse creato niente: è una convenzione. Il cross di Wolf e il colpo di testa di Ibrahimović valgono 0,08, ed è la deviazione di Baum ad averlo mandato dentro. Le fonti stesse non sono d'accordo su chi accreditare: alcune assegnano il gol a Ibrahimović, la nostra lo registra come autorete di Baum. Noi lo abbiamo raccontato per quello che è, un cross deviato, senza sceglierne uno.

Due giornate non sono una stagione, e per la Bundesliga sono ancora meno. Il primato dell'Augsburg poggia su un gol subito da 4,35 attesi. Nessun portiere tiene quel ritmo. Se ci fosse da scommettere su cosa cambia per primo, scommetteremmo su quello.

La nostra lettura, che è un parere. Non stiamo dicendo che il Francoforte sia stato derubato. Un tiro respinto male dal portiere che diventa una palla-gol da 0,60, e due gol presi in centoventi secondi, non sono sfortuna: sono la cosa che quella squadra ha già fatto sette giorni prima a Berlino. Quello che i numeri difendono è il primo tempo, non i novanta minuti.

E c'è una cosa che ci convince meno di tutte le altre. Hütter ha detto che valuterà se cambiare modulo per essere più stabile. La presentazione di agosto aveva già scritto che, a rosa completa, avrebbe potuto passare a una difesa a tre con Burkardt unica punta — cioè, in pratica, tornare alla struttura con cui aveva battuto il Bayern nel 2021, quella che nella sua stessa lezione racconta nei dettagli. Il ritocco che l'allenatore sta cercando adesso era stato descritto tre settimane fa da chi lo osservava da fuori.

I minuti dei gol vengono dalle cronache, non dal nostro archivio statistico, che come sempre li dà un minuto prima. Sul primo gol di Burkardt, per esempio, le cronache dicono sesto minuto e il nostro dato dice quinto.


Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.