Frosinone-Venezia 3-2: il Venezia ha creato più gol attesi di quasi tutta la Serie A e ha zero punti
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Analisi

Frosinone-Venezia 3-2: il Venezia ha creato più gol attesi di quasi tutta la Serie A e ha zero punti

Sei virgola quindici gol attesi in tre giornate: in Serie A hanno fatto meglio solo Roma e Inter. Punti del Venezia: zero. Allo Stirpe ha tirato quindici volte contro dodici, è tornato dal 2-0, e ha perso lo stesso. Dall'altra parte il Frosinone ha sei punti da 2,54 attesi e concede più ingressi in area di chiunque tranne il Genoa.

Il verdetto, prima dei numeri

Allo Stirpe il Frosinone ha battuto il Venezia 3-2.

Antonio Raimondo ha segnato al 21' e al 39', di testa su cross di Anthony Oyono il primo, di destro su servizio di Patrizio Masini il secondo. Nella ripresa il Venezia ha rimontato: John Yeboah al 66', Richie Sagrado al 74'. All'83' Giorgi Kvernadze ha rifatto il terzo.

Terza sconfitta in tre giornate per il Venezia. Terza vittoria in due settimane per il Frosinone, che era arrivato alla partita da 3-0 in casa della Fiorentina.

Frosinone-Venezia 3-2: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Il numero: 6,15

Sono i gol attesi che il Venezia ha creato in tre giornate di Serie A. Abbiamo controllato tutte e venti le squadre: solo la Roma (11,45) e l'Inter (9,30) hanno fatto meglio.

I gol veri del Venezia sono due. I punti sono zero.

Non è un caso isolato di sabato. È la terza volta di fila.

  • Prima giornata, in casa col Lecce: 3,19 gol attesi contro 2,45, finita 0-2 per il Lecce.
  • Seconda, a San Siro col Milan: lì no, 0,52 contro 3,22, sconfitta giusta.
  • Terza, a Frosinone: 2,44 contro 1,79, e altri zero punti.

I punti attesi sommati fanno 3,80. Quelli veri zero. Nella nostra classifica del merito è il terzo scarto negativo della Serie A, dietro a Bologna e Monza, ma è l'unico che appartiene a una squadra che gioca davvero: le altre a quota zero punti — Bologna, Fiorentina, Genoa — non hanno creato nemmeno 3,50 gol attesi in tutto il campionato. Il Venezia da solo ne ha quasi il doppio.

Le quattro squadre a zero punti in Serie A: gol attesi creati e gol segnati a confronto

Come si muovevano le squadre

Il Venezia è la seconda squadra della Serie A per aggressività. Il suo PPDA stagionale è 7,21: più basso solo quello della Juventus. Allo Stirpe è sceso a 4,63, cioè meno di cinque passaggi concessi al Frosinone prima di un intervento difensivo. È il valore più aggressivo della sua stagione.

Quel dato ha un significato preciso, e le fonti tattiche lo spiegano allo stesso modo.

L'associazione italiana degli analisti, in una scheda dedicata al Venezia di Giovanni Stroppa, descrive i tre centrali: hanno il compito di restare alti con la linea e «accettano spesso e volentieri di restare uno contro uno sulle ripartenze avversarie». I centrocampisti «giocano alti in pressing sui loro riferimenti; raramente giocano o difendono piatti». La costruzione parte dai tre dietro, che cercano sui piedi il mediano che si abbassa, e il lancio lungo è l'ultima opzione.

La guida di stagione dell'Ultimo Uomo aggiunge il contesto: il Venezia dell'anno scorso è stata la squadra che ha crossato meno di tutta la Serie B, meno di quindici volte a partita. Non è una squadra che butta palloni in area. È una squadra che ci entra passando.

Il Frosinone di Massimiliano Alvini fa l'esatto contrario, e lo fa apposta. Sempre l'Ultimo Uomo, nella guida ai ciociari: in Serie B erano la seconda squadra col PPDA più basso e la terzultima per numero di passaggi giocati — 302 a partita. Squadra «verticale e aggressiva, che cercava subito di portare palla ai giocatori capaci di fare la differenza, le ali». Perdevano pochissimi palloni nella propria metà campo perché non ci giocavano.

Metti insieme le due cose e la partita si spiega da sola. Linea alta del Venezia più uno contro uno accettato, contro una squadra che salta il centrocampo e cerca subito gli esterni.

I due gol del Frosinone confermano il disegno, e uno lo conferma alla lettera. L'analisi tattica della Lega Serie A sulle neopromosse, pubblicata il 21 agosto, aveva isolato una cosa sola del Frosinone: il 4-3-3 è «estremamente focalizzato sull'asse destro del campo», dove il terzino Oyono e l'esterno Ghedjemis si erano scambiati palla più di qualunque altra coppia in campo — diciannove passaggi fra loro in una sola partita — e dove i due avevano prodotto quattro cross a testa.

Il primo gol di Raimondo nasce da un cross di Oyono. Vale 0,26 gol attesi: non era una grande occasione, era il movimento di casa.

Il secondo vale 0,76, il tiro più pericoloso dell'intera partita per il Frosinone. Arriva da un passaggio di Masini, in verticale. Il terzo, quello di Kvernadze all'83', vale 0,36 e nella nostra fonte non ha nemmeno un assist: è un'iniziativa individuale.

Tre gol. Tre conclusioni che, sommate, valgono 1,38 dei 1,79 gol attesi totali del Frosinone. Il Frosinone ha tirato dodici volte e ha segnato con le sue tre conclusioni migliori: 0,76, 0,36 e 0,26.

Il pareggio del Venezia è la firma di Stroppa. Al 74' Sagrado segna da posizione che vale 0,91: la palla-gol più grossa dei novanta minuti, di gran lunga. L'assist è di Antoine Hainaut. Sagrado e Hainaut sono i due esterni.

Nella scheda degli analisti italiani il ruolo è scritto con precisione: in possesso gli esterni «si schierano anche oltre la linea dei centrocampisti molto larghi creando ampiezza», «cercano spesso le sovrapposizioni» e arrivano «numerose volte sul fondo»; Sagrado in particolare è quello che cerca l'uno contro uno, Hainaut a destra è più prudente. Il 2-2 è esattamente quello: esterno destro che porta palla sul fondo, esterno sinistro che arriva a chiudere.

Il primo gol, quello di Yeboah al 66' da 0,11, arriva su passaggio di Gianluca Busio. Busio è il capitano, il perno da cui passa tutto: l'Ultimo Uomo lo definisce l'unico pilastro sopravvissuto a tre sessioni di mercato.

Dove le fonti non sono d'accordo. La scheda degli analisti fotografa il Venezia del 3-5-2 con cui ha vinto la Serie B. La Lega Serie A, guardando la prima uscita ufficiale di quest'anno, scrive che la squadra «è assomigliata di più a un 3-4-2-1 che al 3-5-2», con Simon Sohm da rifinitore alle spalle della punta e Busio e Kike Pérez a invadere la trequarti. Chi ha ragione conta meno di quello che entrambe dicono: i principi non sono cambiati, la disposizione sì. E sabato i due mediani che gli analisti descrivono come «abili negli inserimenti» hanno prodotto un gol e un assist, mentre i due centravanti pagati ventitré milioni e mezzo — Akor Adams e Albion Rrahmani — hanno chiuso con zero gol da 0,45 attesi in due.

Anche sul Frosinone c'è una crepa fra le fonti. L'Ultimo Uomo certifica che in Serie B erano primi per tocchi in area avversaria: 23,59 a partita. La Lega Serie A, guardando la Coppa Italia, segnala l'opposto: 49% di possesso concesso, diciassette tiri subiti, ventidue falli, il 60% dei duelli aerei persi.

I numeri di Serie A dicono che aveva ragione la seconda. Il Frosinone ha sedici ingressi in area fatti e trentatré concessi. Trentatré è il secondo dato peggiore del campionato dietro al Genoa. La squadra che in Serie B viveva dentro l'area avversaria, in Serie A vive dentro la propria.

Il contesto di stagione

Il Frosinone ha sei punti da 2,54 attesi. Lo scarto è +3,46: il secondo della Serie A dopo quello dell'Atalanta. Sei gol veri da 4,11 attesi.

Non è una condanna. È un avvertimento, e vale la pena essere precisi su quanto pesa: fra le squadre con almeno sei punti, solo l'Atalanta ha una differenza fra ingressi in area fatti e concessi peggiore di quella del Frosinone.

Il Venezia ha zero punti da 3,80 attesi. Ha creato più di Juventus, Milan, Napoli e Como. Ha subito 7,46 gol attesi, che è tanto — la linea alta uno contro uno si paga — ma non abbastanza da spiegare sette gol subiti in tre partite.

Il punto onesto

Tre giornate non sono una stagione. Uno scarto di +3,46 su tre partite è un'anomalia statistica, non un giudizio. Ci sono squadre che hanno tenuto scarti simili per mesi, e squadre che li hanno restituiti in due settimane. Il Frosinone che difende a trentatré ingressi in area concessi è un problema più solido dello scarto: quello si vede a occhio, non serve un modello.

Il nostro parere, e diciamo che è un parere. Il Venezia non ci sembra una squadra che sta sbagliando i gol per caso. Ci sembra una squadra che produce occasioni medie e non ne produce di grandissime: sabato ha avuto un solo tiro sopra 0,40 in novanta minuti, e quello l'ha segnato. Quindici tiri per 2,44 gol attesi fanno 0,16 a tiro. Il Frosinone, con tre tiri in meno, è arrivato a 0,15 a tiro. Sono squadre che tirano dalla stessa distanza. La differenza è che il Frosinone ha messo dentro le tre occasioni buone e il Venezia una su due.

Questo non è un problema di sfortuna. È un problema di quante occasioni grandi riesci a costruire. Se il Venezia continua a creare 2 gol attesi a partita, i punti arriveranno. Se continua a crearli in questo modo — tanti tiri, poche palle-gol vere — arriveranno più tardi di quanto dice il modello.

I minuti. Li abbiamo presi dalle cronache — Triveneto Goal, TuttoFrosinone, Italpress concordano su tutti e cinque. La nostra fonte statistica li dà tutti un minuto prima, come sempre.


Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.