Genoa-Como 1-4: «il risultato è bugiardo». A dirlo è Fabregas, e i numeri gli danno ragione
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Analisi

Genoa-Como 1-4: «il risultato è bugiardo». A dirlo è Fabregas, e i numeri gli danno ragione

Il Como ha segnato quattro gol al Ferraris da occasioni che, sommate, valevano 0,72 gol attesi. Il più bello, quello di Baturina, ne valeva 0,03. È la miglior serata sotto porta della giornata europea, ed è anche il motivo per cui il 4-1 racconta solo metà della storia. L'altra metà riguarda il Genoa, e fa molta più paura.

Il verdetto, prima dei numeri

Il Como ha vinto 4-1 a Marassi, è primo in classifica per una notte, e ha meritato di vincere. Su questo non c'è discussione: più tiri, più occasioni, più ingressi in area, e la squadra che comandava la partita era chiaramente una sola.

Poi c'è il modo in cui è finita 4-1, e lì la discussione si apre. L'ha aperta Cesc Fàbregas per primo, nel dopopartita, dicendo che il risultato è bugiardo. Non è modestia di circostanza. È esattamente quello che dicono i numeri.

Genoa-Como 1-4: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Quattro gol da settantadue centesimi

Ecco il dato che spiega la serata meglio di qualunque pagella.

Il Como ha segnato quattro gol. Le quattro conclusioni che sono entrate valevano, sommate, 0,72 gol attesi. Meno di uno. Quattro gol da meno di un gol.

Le prendiamo una per una, perché la differenza fra loro conta.

Baturina, il pareggio. Vale 0,03 gol attesi. Tre centesimi. Su cento conclusioni da quella posizione, il modello dice che ne entrano tre. È il tiro da fuori che cambia la partita, ed è il tipo di gol che non si programma e non si ripete su richiesta.

Diao, il sorpasso. Vale 0,07. Sette centesimi.

Nico Paz, il terzo. Vale 0,31. Questa è un'occasione vera, e infatti è il gol che porta il Como su un altro pianeta. Con questa rete Paz diventa il miglior marcatore straniero nella storia del club, e la traiettoria è quella di uno che le occasioni vere non le sbaglia quasi mai.

Diao, il quarto. Vale 0,31. Altra occasione vera, altra rete.

Due gol da occasioni buone e due gol da niente. Fatti tutti e quattro nello stesso pomeriggio.

Per dare la misura: da inizio stagione, nei cinque campionati principali, solo due squadre hanno segnato quattro gol partendo da occasioni che valevano ancora meno. Una è l'Inter contro il Monza. L'altra è lo Stoccarda, che lo ha fatto ieri contro il Colonia con 0,51 gol attesi.

Ed è per questo che quando l'allenatore che ha appena vinto 4-1 dice che il risultato è bugiardo, non sta facendo il modesto: sta leggendo la sua stessa partita meglio di chi ha guardato solo il tabellone.

Però il Como è forte davvero, e questo è un altro numero

Attenzione, perché qui è facilissimo sbagliare, e il modo più comune di sbagliare con questi dati è concludere "quindi il Como è stato fortunato".

No. Il Como è forte.

La prova non sta in questa partita, sta nelle tre messe in fila.

Como, le prime tre giornate: gol attesi prodotti e concessi in ciascuna partita

A Udine ha prodotto più dell'Udinese e ha pareggiato. Al Maradona ha prodotto quanto il Napoli e ha vinto. A Marassi ha prodotto più del doppio del Genoa e ha vinto. Tre trasferte, tre volte in cui ha creato almeno quanto l'avversario, sette punti.

In totale: sette gol fatti da 5,49 attesi, tre subiti da 4,07 concessi. Sette punti da 5,05 punti attesi. C'è uno scarto di due punti, ed è normale amministrazione, non è il colpo di fortuna del secolo. Il Como sta vincendo perché gioca bene e perché ha giocatori che sotto porta stanno rendendo sopra la media.

La differenza fra queste due frasi è tutta qui: il 4-1 di ieri è irripetibile, il Como no.

E adesso la parte che nessuno vuole leggere: il Genoa

Il pezzo potrebbe finire qui, e sarebbe un pezzo sul Como. Ma la cosa più seria vista al Ferraris non riguarda i vincitori.

Il Genoa ha giocato tre partite. Ha zero punti e un gol. Fin qui lo sanno tutti.

Quello che sanno in pochi è quanto ha prodotto: in tre partite messe insieme, occasioni per 2,16 gol attesi. In tre partite. Ci sono squadre che ne producono altrettanti in una.

E dall'altra parte, in quelle stesse tre partite, ha concesso agli avversari quaranta ingressi in area. Quaranta. È il numero più alto della Serie A e non c'è nessuno vicino.

Un attacco che non crea e una difesa che lascia entrare chiunque non sono un problema di risultati, sono un problema di identità. E i numeri, qui, non stanno assolvendo il Genoa: non è la squadra sfortunata che meritava di più. È una squadra che sta meritando esattamente i suoi zero punti.

De Rossi, nel dopopartita, non ha provato a raccontarla diversamente: ha parlato di superiorità lampante dell'avversario e ha definito il Como la squadra più impressionante incontrata da quando allena il Genoa. Ha ragione anche lui. Ma la superiorità del Como spiega perché il Genoa ha perso ieri, non perché il Genoa non tira in porta da tre settimane.

Il punto onesto

Tre cose, e la terza è quella che ci interessa davvero.

Il 4-1 non tornerà. Quattro gol da 0,72 attesi sono l'eccezione, non il metodo. Chi si aspetta questo Como ogni domenica resterà deluso, e Fàbregas lo ha detto per primo.

Il Como resterà comunque lì. Perché la vittoria non è nata dal nulla: è nata da venti tiri contro undici, da dieci ingressi in area contro cinque, da tre grandi occasioni contro una. Togli la mira eccezionale e resta comunque una squadra che vince quella partita, magari 2-1.

Il Genoa è messo peggio di quanto dica la classifica, e la classifica dice già zero. Perché una squadra che perde con numeri buoni si aggiusta da sola in poche settimane. Una squadra che in tre partite crea due gol attesi in tutto deve cambiare qualcosa, e non è la fortuna.

E adesso teniamo il conto

Come sempre, mettiamo la data e ci torniamo.

Se il Como è forte davvero, nelle prossime giornate continuerà a produrre più dell'avversario anche quando non segnerà quattro gol. Se invece era una serata di grazia, lo vedremo dal fatto che i tiri diminuiranno insieme ai gol.

E per il Genoa il termometro è uno solo, e non è il risultato: quanti gol attesi produce. Finché quel numero resta sotto uno a partita, i punti non arrivano nemmeno con la fortuna.


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