Hoffenheim-Dortmund 2-3: comandare un'ora, perdere in cinque minuti
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Analisi

Hoffenheim-Dortmund 2-3: comandare un'ora, perdere in cinque minuti

L'Hoffenheim era avanti 2-0 al 54'. Ha portato il pallone dentro i venti metri tredici volte contro una. Il Dortmund ha completato un solo passaggio dentro l'area avversaria in tutta la partita, e da lì è nato il gol che ha deciso il match. I due gol su azione della squadra di Kovač valgono insieme poco più di mezza occasione. E non è un incidente isolato: è il secondo weekend di fila che l'Hoffenheim comanda il campo e torna a casa a mani vuote.

Il verdetto, prima dei numeri

Al PreZero Arena di Sinsheim l'Hoffenheim ha perso 3-2 con il Borussia Dortmund dopo essere stato avanti di due gol al 54'.

Avdullahu aveva sbloccato la partita al 45', Lemperle aveva raddoppiato al 54'. Poi Guirassy al 61', Fábio Silva al 66', e all'86' l'autogol di Hajdari. Cinque minuti per il pareggio, venti per la sconfitta.

Il tabellino dice rimonta. I dati territoriali dicono una cosa molto più strana: il Dortmund ha vinto senza mai entrare in area.

Hoffenheim-Dortmund 2-3: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Tredici a uno

L'ingresso in area, nei dati, è un passaggio completato dentro gli ultimi venti metri di campo avversari. Non un tiro: un pallone portato là dentro e consegnato a un compagno.

Hoffenheim tredici. Dortmund uno.

Uno. In novanta minuti, con il 40% del possesso e 250 passaggi riusciti contro i 394 dell'Hoffenheim, il Dortmund ha messo il pallone dentro i venti metri di Baumann una volta sola.

E la partita l'ha decisa esattamente quel tipo di azione: all'86' Fábio Silva serve in profondità Nwaneri, entrato nel primo tempo all'esordio, che entra in area e col tiro basso costringe Hajdari all'autogol.

Non possiamo dimostrare che quel passaggio sia esattamente l'unico contato dal dato. Ma è l'unica azione della partita del Dortmund che assomigli a un ingresso in area, ed è quella che vale tre punti.

Quanto è raro? L'abbiamo contato. Nel nostro archivio ci sono 22.476 prestazioni di squadra con il dato degli ingressi in area. Quelle in cui una squadra ha completato al massimo un passaggio negli ultimi venti metri e ha comunque vinto producendo almeno 2 gol attesi sono quarantatré. Meno di due su mille.

Mezzo gol per due reti

I due gol su azione del Dortmund valgono, insieme, 0,55 gol attesi: 0,33 il destro di Guirassy al 61', 0,22 il sinistro di Silva al 66'. Il terzo, l'autogol, negli xG pesa zero.

L'Hoffenheim ha fatto l'opposto. Diciannove conclusioni, quattro delle quali da posizioni che valevano più del 30%: 0,48 il gol di Lemperle, poi 0,40, 0,37 e 0,32 buttate via. Il gol di Avdullahu, invece, valeva due centesimi.

Dieci calci d'angolo a tre. Sessanta per cento di possesso. Tredici ingressi in area. Due gol.

Come si muovevano le squadre

Qui i numeri finiscono e comincia la lettura. Abbiamo confrontato quattro analisi tattiche, e su un punto non sono d'accordo fra loro.

L'Hoffenheim di Ilzer preme sull'uomo, in mezzo. Tactical Football Analysis, in un'analisi di maggio, descrive tre principi: accesso stretto al centro, connessioni di pressing attorno al pallone, copertura difensiva dietro ogni uscita aggressiva. I centrocampisti restano incollati ai loro diretti avversari; gli esterni e la punta tengono il riferimento sui difensori. Chi ha il pallone non trova la linea di passaggio centrale, va largo o va lungo — e lungo l'Hoffenheim vince, perché ha costruito la rosa apposta: Kabak, scrive la stessa analisi, ha disputato 9,21 duelli aerei ogni novanta minuti la scorsa stagione, vincendone il 58,71%. Get German Football News, nella presentazione di stagione di agosto, chiama Lemperle il Chefanläufer di Ilzer: il capo-inseguitore, la punta che innesca tutto.

Domenica ha funzionato. Il PPDA dell'Hoffenheim è 6,8: un intervento difensivo ogni sette passaggi avversari. Il Dortmund ha chiuso con il 76% di precisione nei passaggi e un solo pallone consegnato in area.

Il Dortmund ha rifiutato il duello. PPDA 19,0: un intervento ogni diciannove passaggi. Tradotto: non hanno pressato. Hanno lasciato il pallone e il campo, si sono difesi bassi e sono ripartiti verticali. Entrambi i gol su azione nascono da un passaggio, non da una costruzione.

Ed è qui che le fonti divergono. Total Football Analysis, che nel luglio 2025 spiegava la nascita del 3-4-2-1 di Kovač, descriveva il terzo centrale come una protezione contro le transizioni e gli esterni come giocatori finalmente liberi di spingere in avanti, che è quello che sanno fare. Get German Football News, un anno dopo, racconta l'esatto contrario: Kovač ha cominciato a usare esterni a piede invertito che attaccano dentro il campo, per sovraccaricare il centro e aprire i cambi di gioco — e lo ha fatto, sono parole sue riportate dalla testata, perché il Dortmund non ha esterni di ruolo e ha smesso di far finta di averli. Stessa figura, istruzione opposta. La prima analisi ha un anno in più: può essere semplicemente invecchiata, oppure Kovač cambia a seconda dell'avversario. Non lo sappiamo, e chi vi dice di saperlo sta tirando a indovinare.

La nostra lettura, che è un parere e non un dato. Il pressing di Ilzer chiede a tutti di uscire sull'uomo. Il terzo principio della sua stessa analisi — la copertura dietro le uscite — è quello che regge l'impalcatura: se arriva, il pressing è una macchina; se non arriva, un solo passaggio filtrante ti lascia scoperto in mezzo. Il Dortmund non ha provato a giocare attraverso quel pressing: ha aspettato che si aprisse. Fábio Silva, che secondo la presentazione di agosto si muove più di Guirassy e cerca spazi diversi invece di ricalcarne il profilo, entra nella ripresa e nel giro di venti minuti segna il pareggio e manda dentro Nwaneri.

C'è un precedente che rende tutto meno casuale. La stessa fonte racconta che in estate il Dortmund ha vinto 3-2 all'Emirates contro l'Arsenal creando molto meno degli avversari, e definisce la squadra di Kovač con tre parole: compattezza, intensità, efficienza. Domenica è successo di nuovo, con lo stesso punteggio.

Il contesto di stagione — due giornate, non una stagione

Attenzione all'unità di misura: siamo alla seconda giornata. Qualunque tendenza letta qui dentro è fragile.

Detto questo, l'Hoffenheim ha già un problema che si ripete. Alla prima aveva perso 3-2 a Colonia, e anche lì aveva portato il pallone in area più degli avversari: dodici a cinque. Sommando le due partite: venticinque ingressi in area fatti, sei concessi, zero punti.

Il Dortmund ha sei punti su sei. Ma alla prima aveva battuto l'Amburgo 2-0 comandando il campo, dieci ingressi a cinque, con un PPDA di 9,1. Il 19,0 di domenica è un'altra squadra. O è una scelta fatta per questa partita, oppure è la stessa efficienza vista contro l'Arsenal, portata in campionato.

Il punto onesto

Tre cose che indeboliscono quello che avete appena letto, e che vanno dette.

I due modelli di gol attesi non sono d'accordo, e non di poco. I nostri dati vengono da Understat, che assegna 2,17 all'Hoffenheim e 2,02 al Dortmund. Il live ufficiale della Bundesliga, che usa il modello della lega, all'85' mostrava 1,06 contro 1,14. Sono due letture diverse della stessa partita: il modello ufficiale vede molte meno occasioni per entrambe. Noi usiamo Understat per tutti gli articoli e continuiamo a usarlo, ma quando due modelli si allontanano così tanto è giusto che lo sappiate.

Il 2,02 del Dortmund regge quasi su un'azione sola. Il colpo di testa di Beier al 22' vale 0,905 per Understat: il 45% dei gol attesi di tutta la loro partita. Il live ufficiale racconta quell'istante in modo molto meno spettacolare, come una respinta sporca di Baumann sotto pressione, spazzata via da un difensore. Se quella conclusione vale meno di novanta centesimi, il Dortmund ha vinto creando ancora meno di quanto scriviamo qui. Il che rende la storia più vera, non meno.

I minuti. I marcatori e i tempi che leggete qui sopra sono quelli del sito ufficiale della Bundesliga e della stampa tedesca. Understat li dà tutti un minuto prima. Non è un dettaglio da poco: è un errore che abbiamo già commesso in passato.


Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.