Ipswich-Liverpool 0-2: la prima vittoria di Iraola è arrivata nella peggior partita del suo Liverpool
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Analisi

Ipswich-Liverpool 0-2: la prima vittoria di Iraola è arrivata nella peggior partita del suo Liverpool

A Portman Road non è nata una sola occasione degna di questo nome: è l'unica partita del turno europeo in cui nessuna delle due squadre ha prodotto un tiro che valesse più di trenta centesimi di gol. Isak ne ha segnati due in tre minuti, da conclusioni che valevano dodici e tredici centesimi. Il Liverpool ha vinto giocando peggio delle due partite che aveva pareggiato.

Il verdetto, prima dei numeri

A Portman Road il Liverpool ha vinto 2-0, ha tenuto la porta inviolata per la prima volta in stagione e ha regalato ad Andoni Iraola la prima vittoria da quando siede su quella panchina. Cinque punti in tre giornate, quinto posto.

Ed è la partita peggiore che il Liverpool abbia giocato quest'anno. Non "una delle peggiori": la peggiore, e con un certo margine.

Ipswich-Liverpool 0-2: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

La partita in cui non è successo niente

Cominciamo dal dato che rende questa partita un caso unico del fine settimana.

Nessuna delle due squadre ha prodotto una sola occasione che valesse più di 0,30 gol attesi. Nemmeno una. In ventiquattro conclusioni complessive, la più pericolosa valeva 0,13.

Nelle nove partite giocate in Europa fra il 3 e il 5 settembre, è l'unica in cui è successo. In tutte le altre almeno una squadra è arrivata davanti alla porta in condizioni decenti. Qui no.

Il totale della serata: Ipswich 0,60 gol attesi, Liverpool 0,74. Sommati fanno 1,34, il valore più basso della giornata.

E allora come è finita 2-0?

È finita 2-0 in tre minuti, e con due conclusioni che praticamente non valevano nulla.

Al 5', Alexander Isak. Occasione da 0,12 gol attesi. Serve Gakpo.

Tre minuti dopo, ancora Isak. Occasione da 0,13. Serve ancora Gakpo.

Due gol da 0,25 gol attesi complessivi. Detto in un altro modo: il Liverpool ha vinto la partita con la somma di due quarti d'occasione, entrambe costruite dallo stesso uomo, entrambe finalizzate dallo stesso uomo, dentro i primi nove minuti.

Poi per ottantuno minuti non è successo praticamente più niente, e non è successo niente da nessuna delle due parti. Barcola, il nuovo acquisto da centoventitré milioni, è entrato nella ripresa a partita ormai in ghiaccio.

Le tre partite di Iraola, messe in fila

Qui la storia diventa interessante davvero, perché il Liverpool sta facendo l'esatto contrario di quello che ci si aspetterebbe.

Liverpool, tre partite di Iraola: gol attesi prodotti e concessi partita per partita

A Newcastle il Liverpool ha prodotto 3,13 gol attesi contro 1,59, cioè il doppio dell'avversario in trasferta contro una squadra tutt'altro che facile. Ha pareggiato 2-2.

Ad Anfield contro il Nottingham Forest ha prodotto 1,28 e ne ha concessi 2,88: è stato dominato in casa propria, e chi ha visto quella partita lo sa. Ha pareggiato 2-2.

A Ipswich ha prodotto 0,74, il minimo stagionale, in una partita senza un'occasione vera. Ha vinto 2-0.

Tre partite, tre livelli di prestazione completamente diversi, e il risultato migliore è arrivato dal livello più basso. Cinque punti da 4,24 punti attesi: il conto complessivo, alla fine, è quasi in pari. È dentro le singole partite che i numeri e il tabellone stanno litigando.

Cosa ci portiamo dietro

Due letture, e le teniamo separate perché una è un fatto e l'altra è un parere.

Il fatto. Il Liverpool di Iraola concede pochissimo quando vince e concede tantissimo quando pareggia. Il segnale positivo di ieri non è offensivo, è difensivo: 0,60 gol attesi concessi in tutta la partita e prima porta inviolata della stagione. Contro il Forest, tre giorni prima, ne aveva concessi 2,88 in casa.

Il parere. Una squadra costruita così — con Isak davanti e Gakpo a servirlo — può permettersi partite brutte, perché le trasforma comunque in punti. Il rischio è credere che sia un metodo. Non lo è: due gol da 0,25 gol attesi complessivi non si programmano, si ringraziano.

E l'Ipswich?

Merita una riga, perché il quadro non è nero come dicono i risultati.

L'Ipswich ha tre punti in tre partite e ne aveva attesi 2,99: è la squadra più "onesta" della Premier League, quella il cui rendimento coincide al centesimo con quello che ha prodotto. Nessun credito, nessun debito.

Il problema non è la sfortuna, è la difesa: ventitré ingressi in area concessi in tre giornate, e otto gol subiti. Il 5-2 preso a Old Trafford non è stato un incidente, è stato coerente.

Il punto onesto

Vincere giocando male non è un difetto. È una risorsa, ed è quello che divide le squadre che arrivano in fondo da quelle che si fermano. Chi legge questi numeri come una condanna li sta usando male.

Ma non è ripetibile. Un attacco che produce 0,74 gol attesi perde molto più spesso di quanto vinca, e il Liverpool ci ha messo in mezzo un attaccante in serata perfetta e un avversario che a sua volta non ha creato niente.

E la cosa da guardare adesso non è Isak. È quanto il Liverpool concede quando l'avversario è vero. Tre partite: 1,59, 2,88, 0,60. Se il numero di Ipswich diventa la norma, questa squadra ha un futuro. Se diventa la norma quello del Forest, no.


Controlla tu. Nel Meritometro trovi il verdetto di ogni partita di Premier League sulla base delle occasioni e non del risultato, e nella Nerd Zone puoi rivedere Ipswich-Liverpool tiro per tiro, con il valore di ciascuna conclusione.