Il City vince 3-0 ad Anfield e i primi due gol valevano insieme un settimo di gol
Foto: Arne Müseler · CC BY-SA 3.0 de · Wikimedia Commons
Analisi

Il City vince 3-0 ad Anfield e i primi due gol valevano insieme un settimo di gol

Zero a tre, e il tabellino dice una cosa che la partita non diceva. Il Liverpool ha tirato tredici volte senza mai costruirsi un'occasione vera: la più grande valeva 0,13. Il City ha segnato il primo gol da 0,089 e il secondo da 0,057. Poi, al 78', è arrivato l'unico tiro della serata che meritava davvero di entrare.

Per un'ora ad Anfield ha tirato quasi solo il Liverpool. Dodici conclusioni contro quattro, il pallone sempre lì, lo stadio che spingeva.

Poi, al 93', il tabellone diceva 0-3.

Non è una di quelle partite in cui i numeri smentiscono il risultato. È peggio, ed è più interessante: qui i numeri spiegano perché quel possesso non è mai stato pericoloso, e perché il City ha potuto vincerla senza nemmeno giocare bene.

Tredici tiri, nessuna occasione

Il Liverpool ha chiuso con 0,76 gol attesi da tredici conclusioni. Fa sei centesimi a tiro, che è il valore medio di un tiro da fuori area con la difesa schierata.

La sua occasione più grande di tutta la partita è un colpo di testa di Jacquet al 20' su calcio d'angolo, da 0,133. Una volta su otto. Non c'è stato nient'altro: nessuna palla gol, nessun uno contro uno vinto dentro l'area, nessun tiro che il portiere abbia dovuto davvero guardare. Il Liverpool di Iraola ha avuto il pallone e non ha saputo cosa farne, e questo il risultato lo dice bene quanto il modello.

Gli ingressi in area raccontano la stessa cosa da un'altra porta: tre, contro gli undici del City.

Statistiche a confronto di Liverpool-Manchester City: gol attesi, tiri, ingressi in area e pressing

I due gol che hanno deciso la partita valevano 0,146

Haaland al 65' segna da 0,089. Doku al 68' segna da 0,057. Insieme fanno quattordici centesimi e mezzo di gol: meno di un settimo. In tre minuti il City ha trasformato in 2-0 due conclusioni che in media entrano una volta su sette e una volta su diciassette.

Haaland, due minuti prima, aveva sbagliato l'unica occasione decente della sua serata, da 0,264. Nell'ordine: sbaglia quella buona, segna quella impossibile. È l'intera stagione del City in cinque minuti.

Lo avevamo scritto prima della sosta e vale ancora: quindici punti su quindici da 9,59 attesi, il surplus più grande della Premier. Adesso sono diciotto.

Poi però c'è Cherki

Al 78' arriva l'unico tiro della partita che meritava di entrare: 0,752, tre volte su quattro. Lo segna Mathis Cherki, e il 3-0 è l'unico dei tre gol che non ha bisogno di spiegazioni.

Cherki prima della sosta era il nome che avevamo segnalato come debito: 3 gol da 1,06 gol attesi, uno degli scarti più larghi del campionato. Domenica ha fatto il contrario, cioè ha segnato il gol che un attaccante deve segnare. Non è una redenzione, sono quelle cose che si pareggiano da sole: chi segna troppo sopra la produzione prima o poi segna sotto, e chi gioca in quella posizione lì, con quei compagni, le occasioni continua ad averle.

Quello che resta

Il City è primo con diciotto punti su diciotto e ha vinto ad Anfield, che non è una cosa che si spiega con la fortuna. Ma la distanza fra quello che produce e quello che raccoglie continua ad allargarsi, e il campionato è lungo.

Il Liverpool invece ha un problema diverso e più serio: ha perso in casa senza costruire, che è la prima volta quest'anno che il risultato e la prestazione vanno nella stessa direzione sbagliata. Fino a domenica Iraola aveva vinto le partite peggiori e pareggiato le migliori, e il modello gli dava più di quanto avesse. Adesso non più.

T.L.


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