Per un'ora, al Mapei, non è successo quasi niente. Poi nell'ultima mezz'ora sono arrivati cinque gol, la Juventus ha ribaltato lo svantaggio e se l'è vista ribaltare di nuovo in pieno recupero, e tutti sono usciti dallo stadio parlando di una partita pazza.
I numeri dicono un'altra cosa, e per una volta è una cosa molto semplice: non è successo niente per un'ora perché non stava succedendo niente, e i cinque gol sono arrivati da conclusioni che in una giornata normale finiscono tutte fuori o fra le braccia del portiere.
Il verdetto, prima dei numeri
I gol attesi della partita sono 0,96 per il Sassuolo e 1,18 per la Juventus. In totale 2,14: uno scarso pomeriggio di occasioni, spalmato su 28 conclusioni.
Ne sono arrivati 5 di gol. È il rapporto più alto fra quello che è stato segnato e quello che è stato costruito in tutta la giornata europea di questo fine settimana, e non ci sono neanche partite vicine.

Il numero: 0,32
Zero virgola trentadue è il valore del tiro più pericoloso della partita. Lo ha calciato Berardi poco dopo la mezz'ora del primo tempo, di sinistro, e il portiere ha parato.
In tutta la gara nessun altro ha superato quella soglia. I due gol del Sassuolo su azione valgono 0,30 e 0,09, il primo della Juventus 0,31, il secondo 0,05, quello della vittoria emiliana nel recupero 0,12. Sommando i cinque tiri che sono entrati si arriva a 0,87: meno di un gol atteso per cinque gol veri.
Una grande occasione, nel nostro conteggio, comincia a 0,30. Qui ce ne sono tre in novanta minuti, e sono tre occasioni di confine, non di quelle che fanno alzare il pubblico. La partita che tutti ricorderanno per la pioggia di gol è, misurata con il metro delle occasioni, una delle più povere della giornata.
Come si è arrivati a quell'ora di nulla
Il Sassuolo ha giocato la partita che aveva in mente, e la sua scelta si legge in un numero: PPDA 25,4. Vuol dire che ha lasciato alla Juventus 25 passaggi prima di andare a disturbarla, cioè quasi mai. Blocco basso, linee strette, nessuna intenzione di andare a prendere il pallone nella metà campo avversaria.
La Juventus, dall'altra parte, ha pressato il doppio più alto, 12,6, e ha avuto il pallone quanto voleva. Il problema è dove. Diciotto conclusioni per 1,18 gol attesi significa una media di 0,07 a tiro: tiri da fuori, conclusioni sporcate, teste da posizione defilata sui calci d'angolo. La Juventus non ha mai trovato la porta di ingresso.
Il dato degli ingressi in area lo conferma da solo: 7 contro 4, e sono i padroni di casa ad averne di più, pur avendo giocato aspettando. Una squadra che aspetta e che comunque arriva in area più dell'altra è una squadra che ha preparato bene le ripartenze.
Quando il Sassuolo è passato in vantaggio, poco dopo l'ora, lo ha fatto esattamente così: pallone recuperato, verticale immediato, tiro dal limite dell'area piccola. Zero virgola trenta, il massimo che quella partita concedeva.
L'ultima mezz'ora, e la Juventus che non torna
Da lì in poi il copione si è rotto tre volte.
La Juventus ha pareggiato con una conclusione di sinistro dopo un contrasto aereo, 0,31, il tiro più pericoloso dei suoi novanta minuti. Poi il Sassuolo ha rimesso la testa avanti con un tiro da nove centesimi. Poi la Juventus ha ripareggiato in contropiede, 0,05, cinque centesimi, cioè un tiro su venti di quel tipo finisce dentro. Poi, in pieno recupero, l'ha vinta il Sassuolo con un destro da 0,12.
Detto brutalmente: nell'ultima mezz'ora sono entrate quattro conclusioni che, messe insieme, valgono mezzo gol atteso. Non è un giudizio sulle due squadre, è una fotografia di quanto la serata sia stata anomala. E le serate anomale hanno una caratteristica: non si ripetono.
C'è però una cosa che non è casuale, e riguarda i tempi in cui le due squadre hanno prodotto. Il Sassuolo ha costruito il suo 0,96 quasi tutto in due momenti, l'assedio del primo tempo attorno alla mezz'ora e l'ultimo quarto d'ora. In mezzo ha lasciato la Juventus girare palla senza pericolo: 25 di PPDA vuol dire questo.
Il contesto di stagione
La Juventus esce dalla quarta giornata con 7 punti da 9,60 attesi. È il terzo scarto negativo della Serie A, e nasce tutto dalle ultime due settimane.
C'è una cosa che rende il caso ancora più curioso. In quattro partite i bianconeri hanno concesso 1,62 gol attesi, il valore più basso del campionato: la Roma, che ha subito un gol solo, sta a 2,97. La difesa della Juventus è la più solida della Serie A per quantità di pericolo permesso, e intanto ha incassato 4 gol. Quasi tutto quello che le è entrato dentro era, sulla carta, un tiro da niente.
Il Sassuolo, all'opposto, ha 7 punti da 5,78 attesi e 8 gol segnati da 7,04. È una squadra che concede tanto, 6,62 gol attesi in quattro partite, ma che ha trovato un modo per far male in verticale. Il suo problema, semmai, è il contrario: dopo due mesi di partite come questa, il conto si presenta.
Il punto onesto
Primo, la lettura opposta, che è legittima. Chi dice che i gol attesi non vedono la qualità del calciatore ha un argomento serio proprio qui: cinque conclusioni difficili su cinque sono finite dentro, e non è successo per caso cosmico. C'è chi calcia meglio di altri, e un modello che assegna cinque centesimi a un tiro in contropiede sta dicendo cosa fa il giocatore medio, non cosa fa quello che lo ha calciato.
Secondo, il limite del campione. Quattro giornate non sono un giudizio. Dire che la Juventus ha 2,60 punti in meno di quanto ha prodotto significa dire che finora è stata sfortunata, non che la sua stagione sarà buona: se continua a concedere 0,40 gol attesi a partita, quei punti tornano da soli.
Terzo, quello che pensiamo. Questa partita non dice quasi nulla sul Sassuolo e dice parecchio sulla Juventus, che ha pressato alto, ha avuto il pallone, non è mai arrivata in area e ha perso con una squadra che le ha concesso tutto tranne i venti metri che contano. La solidità c'è. Manca il modo di entrare.
Domenica alle 18 la Juventus riceve l'Atalanta, che è l'altra squadra italiana con un conto aperto fra punti veri e prestazioni. Il Sassuolo va a Monza il venerdì sera.
T.L.
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