Foto: forzaq8 from kuwait, kuwait · CC BY 2.0 · Wikimedia CommonsLa difesa più forte d'Europa è ottava, quella più battuta è quarta
Prendete due squadre. La prima concede mezzo gol atteso a partita e non ne subisce quasi mai. La seconda ne concede quasi due e passa le domeniche dentro la propria area. Senza sapere altro, quale delle due sta davanti in classifica?
La prima è la Juventus, ottava con 11 punti. La seconda è il Cagliari, quarto con 13.
Non è un paradosso da bar, sono i numeri delle prime 6 giornate. E raccontano una Serie A in cui il premio e il merito hanno smesso di parlarsi.
2,9 in sei partite
La Juventus ha concesso agli avversari occasioni per 2,9 gol attesi in 6 partite. Mezzo gol a giornata. In tutti e cinque i campionati principali non c'è nessuno vicino: il secondo dato è quello del Paris FC, 3,8, e in Italia il terzo posto è del Milan a 7,3, cioè più del doppio.
Non è una difesa che si chiude e spera. La Juve porta anche 62 palloni dentro l'area avversaria e ne concede 22, il miglior rapporto territoriale del campionato dopo quello dell'Inter. Gioca alta, recupera presto, e all'avversario lascia le briciole.
Il problema è dall'altra parte. Ha segnato 9 gol da 11,6 gol attesi, e con questo rendimento sono arrivati tre pareggi che nelle occasioni erano vittorie. Undici punti da 14,6 attesi: è la seconda squadra più derubata d'Italia.
Quattordici palloni in area, in tutto
Il Cagliari è la storia opposta, ed è la più estrema d'Europa.
Tredici punti da 6,0 attesi. Uno scarto di 7 punti pieni, il più largo dei cinque campionati. In 6 partite ha portato 14 palloni dentro l'area avversaria: due e mezzo a giornata, il dato più basso dell'intero continente. Gliene hanno portati 70 nella sua.
E ha subito 3 gol da 11,2 concessi.
Qui arriva la parte che nessun modello sa misurare, e conviene dirla invece di fingere che non esista: concedere 11,2 e prenderne 3 non è fortuna e basta, è anche un portiere e una linea che sulle palle che contano ci arrivano sempre. I gol attesi contano da dove si tira, non chi c'è davanti alla porta. Però nessuno tiene quel ritmo per 38 giornate, e quando si rompe il Cagliari si ritrova con l'attacco che ha: 6 gol in 6 partite.

In testa, invece, i conti tornano
La buona notizia per chi guarda la classifica senza calcolatrice è che in cima nessuno sta barando.
L'Inter ha 19 punti da 16,4 attesi, 21 gol da 22,1, e 93 palloni portati in area contro 31 concessi: il miglior rapporto d'Italia. La Roma ha 17 punti da 15,4, e una difesa da 3 gol subiti che però di occasioni ne concede 7,9, quindi un po' di credito se l'è presa anche lei.
Sono le uniche due che stanno dove meritano. Dalla terza in giù il tabellone comincia a mentire.
La Lazio è terza con 16 punti da 10,0 attesi, 6 di scarto. Il Frosinone è quinto con 13 da 7,4, e ha concesso 16,3 gol attesi in 7 partite, il terzo peggior dato del campionato. L'Atalanta ha 9 punti da 4,2: continua a vincere senza creare, come fa da agosto.
E chi paga
Il Bologna ha 5 punti e ne avrebbe meritati 10,4. È la squadra più derubata della Serie A e lo è da settembre, senza che la curva si sia mai raddrizzata.
Il Napoli ha 10 punti da 14,3 attesi, 10 gol da 15,0, e 77 palloni portati in area. Produce da quarto posto e sta nono.
Il Venezia ha 6 gol in 7 partite da 12,4 gol attesi: meno della metà di quello che ha costruito. Tre punti in classifica, 7,0 quelli meritati.
Monza, Fiorentina e Genoa stanno tutte fra i 3 e i 5 punti sotto il loro valore. Messe insieme, le prime cinque squadre della lista dei derubati hanno lasciato per strada 22 punti.
Cosa guardare adesso
Il Cagliari ha una media di 2,3 palloni portati in area a partita. Finché quel numero resta lì, i 13 punti sono un prestito, e i prestiti si restituiscono quando il portiere ha la domenica normale che prima o poi arriva a tutti.
La Juventus ha la difesa migliore del continente e il problema opposto: deve solo cominciare a segnare quello che crea. Delle due situazioni, la sua è quella che si aggiusta da sola.
Se a marzo il Cagliari è ancora lì sopra con quei numeri, il problema ce l'abbiamo noi e non lui. Ma scommetterci contro oggi non è coraggio, è aritmetica.
T.L.