Bruno Guimarães è entrato all'intervallo, e allo Stadium of Light lo hanno fischiato a ogni pallone toccato. In estate era arrivato all'Arsenal dal Newcastle, e a Sunderland quella provenienza non si perdona. Al 58' ha segnato il suo primo gol con la nuova maglia, da fuori area, sotto la traversa, ed è andato a festeggiarlo davanti a chi lo fischiava.
Due minuti prima il Sunderland aveva avuto un rigore per passare in vantaggio.
Il verdetto, prima dei numeri
Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. I gol attesi dicono 2,07 contro 1,99, ma dentro ci sono due rigori, uno per parte, da 0,76 ciascuno. Tolti quelli restano 1,31 per il Sunderland e 1,23 per l'Arsenal. I punti attesi danno 1,43 ai padroni di casa e 1,30 agli ospiti.
È una partita in equilibrio vero, decisa da un tiro che il modello considera quasi impossibile e da un rigore al 97'. L'Arsenal resta a 12 punti su 12, a +3 sul Manchester City che ha una partita in meno. Ma per la prima volta in stagione ha vinto una gara in cui l'avversario aveva prodotto di più.

Il numero: due partite in una
Chi ha visto solo il primo tempo ha visto l'Arsenal. 0,92 gol attesi contro 0,12, con le due occasioni migliori capitate a Saka, lanciato da Rice alle spalle della difesa e fermato da Roefs, e a Havertz, servito all'indietro da Ødegaard dopo una bella combinazione e finito alto. Il Sunderland in 45 minuti ha tirato 5 volte senza mai essere davvero pericoloso.
Chi ha visto solo la ripresa ha visto il Sunderland. Rigori esclusi, 1,19 gol attesi contro 0,31. Le due occasioni più grosse della serata, rigori a parte, sono entrambe di Nordi Mukiele, un difensore: 0,49 e 0,48, una respinta da un avversario e l'altra parata da Raya nel finale.
In mezzo ci sono i due minuti. Al 56' Enzo Le Fée calcia il rigore e Raya lo devia sul palo. Al 58' Rice trova Guimarães al limite: controllo e tiro nell'angolo alto, 0,03 gol attesi, un tiro che entra più o meno una volta su 30. Da lì l'Arsenal ha resistito, e al 97' Saka ha chiuso dal dischetto dopo la seconda ammonizione a Reinildo.
Come si muovevano le due squadre
Le Bris aveva detto alla vigilia cosa voleva: rendere la serata scomoda, aggredire, vincere le seconde palle, ripartire in fretta. Il Sunderland l'ha fatto nel modo più diretto possibile. Pallone lungo presto sul centravanti, a proteggerlo spalle alla porta, e poi calci piazzati: le punizioni tagliate di Xhaka e le rimesse lunghe buttate in area come fossero calci d'angolo.
L'Arsenal nel primo tempo ha risposto con il pallone. Saka che dalla destra stringeva verso Tzolis, Havertz che si allargava a sinistra per liberare il centro, Ødegaard che attaccava lo spazio alle spalle della linea. Il controllo c'era, i gol no, e Arteta a fine gara l'ha detto con chiarezza: l'Arsenal ha avuto ottimi momenti senza segnare, e a quel punto una squadra così, quando decide di essere fisica e diretta, ti soffoca.

La seconda grafica spiega la ripresa meglio di qualsiasi descrizione. Il Sunderland ha prodotto 1,42 gol attesi da palla inattiva, rigore compreso, e appena 0,65 su azione. L'Arsenal l'opposto: 1,19 su azione, e da palla inattiva quasi soltanto il rigore finale. Le due grandi occasioni di Mukiele nascono entrambe da palloni buttati in area.
Il rigore è l'episodio che ha acceso di più il dopogara. Konsa e Ballard si trattengono in area, l'arbitro fischia, il VAR conferma. Arteta ha parlato di una decisione inaccettabile a questo livello. Le Bris ha detto che la sua squadra se l'è giocata alla pari con i campioni.
Nella ripresa è cambiato soprattutto l'Arsenal. Arteta ha tolto White e Lewis-Skelly per Timber e Guimarães, e la squadra che nel primo tempo teneva palla si è ritrovata a difendere l'area da palloni alti uno dopo l'altro. Rigori esclusi, nel secondo tempo ha tirato 5 volte per 0,31 gol attesi in tutto. È rimasta in piedi grazie a Raya, che oltre al rigore ha governato l'area sulle palle alte e ha tolto a Mukiele l'occasione più pulita del finale.
La nostra lettura è semplice: l'Arsenal ha vinto perché il suo portiere ha deciso la partita due volte, e perché un giocatore entrato dalla panchina ha trasformato il tiro meno probabile della serata.
Il contesto di stagione
L'Arsenal viaggia a 12 punti da 9,11 attesi, con 8 gol fatti e 1 subito. Il margine sulla fortuna è piccolo: nelle prime tre giornate aveva prodotto molto più di Coventry, Aston Villa e Chelsea, e i punti erano arrivati come dovevano. Quella di Sunderland è la prima vittoria che i numeri non gli avrebbero dato.
Il Sunderland invece raccoglie meno di quanto costruisce. Ha 4 punti da 6,05 attesi, e in 3 partite su 4 ha prodotto più gol attesi dell'avversario: con il Fulham, a Brentford e sabato con l'Arsenal. Il suo calcio non è elegante, ma produce, e contro i campioni ha prodotto più di loro.
Il punto onesto
Primo, i rigori pesano. Ciascuno vale 0,76, e quello del Sunderland è contestato. Anche togliendoli tutti e due, però, il saldo resta leggermente a favore dei padroni di casa: 1,31 contro 1,23.
Secondo, 0,03 non è un giudizio su Guimarães. Il modello misura quanto spesso entra un tiro medio da quella posizione, non quanto sia bravo chi lo calcia. Quel tiro, calciato così, entra molto più spesso di una volta su 30. Resta vero che la partita l'ha girata un'occasione che nessuno avrebbe scommesso diventasse gol.
Terzo, la lettura opposta alla nostra, che è seria. Si può dire che l'Arsenal abbia gestito la partita da campione: primo tempo in controllo, un gol quando serviva, e nella ripresa un pericolo concesso quasi tutto su palle alte, dove il modello conta molto ogni mischia ma dove Raya comandava l'area. In questa lettura i gol attesi del Sunderland sono volume più che occasioni vere, e il 2-0 dice la verità.
La nostra opinione sta in mezzo. Il Sunderland ha trovato il modo di mettere in difficoltà l'Arsenal, e il modo è ripetibile: palla lunga, seconde palle, area riempita. L'Arsenal ha trovato il modo di non perdere comunque, e quello è un altro tipo di qualità. Ma un pareggio non avrebbe raccontato una partita diversa.
Sabato 19 il Sunderland va sul campo del Manchester City, l'Arsenal a Brighton. La domanda è una sola: quante partite così i campioni riusciranno ancora a vincere con il portiere.
T.L.
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