Troyes-Strasburgo 2-6: sei gol da 3,52 attesi, il divario più grande d'Europa in una partita sola
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Analisi

Troyes-Strasburgo 2-6: sei gol da 3,52 attesi, il divario più grande d'Europa in una partita sola

Abbiamo controllato tutte le partite giocate finora nei cinque campionati maggiori: nessuna squadra ha segnato tanti gol in più di quelli attesi quanto lo Strasburgo sabato. Più 2,48. E l'ha fatto entrando in area meno volte del Troyes: dodici contro quindici. Tre dei sei gol sono arrivati negli ultimi sei minuti e valevano, in tutto, mezzo gol atteso.

Il verdetto, prima dei numeri

Allo stadio dell'Aube il Troyes ha perso 2-6 con lo Strasburgo, e per un'ora non è stata questa partita.

Antoine Mille aveva portato avanti il Troyes al 9'. Poi Jacobo Ortega al 40', Diogo Sousa al 42', Giovanni Reyna al 57'. Sul 3-1, con mezz'ora da giocare, il Troyes stava ancora tirando. Poi il crollo: Samuel Amo-Ameyaw all'85' e all'88', Conrad Harder al 90'+2. Jeremy Le Douaron ha segnato il 2-6 al 90'+5.

Amo-Ameyaw era entrato dalla panchina.

Troyes-Strasburgo 2-6: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Il numero: +2,48

Lo Strasburgo ha segnato sei gol da 3,52 gol attesi. La differenza è +2,48.

Abbiamo controllato tutte le partite finora giocate nei cinque campionati maggiori, squadra per squadra. È il divario più grande di tutti. Seconda l'Inter, quattro gol da 1,54 attesi contro il Monza; terzo il Werder Brema.

Il modo in cui è successo conta più della cifra. Sui primi tre gol non c'è granché da dire: 0,53 il pari di Ortega, e il 3-1 di Reyna nasce da una conclusione deviata da Adrien Monfray. Sono gol normali.

Il finale no. I tre gol degli ultimi sei minuti valgono, sommati, 0,44 gol attesi. Le due reti di Amo-Ameyaw valgono 0,09 e 0,10 — da posizioni così si segna circa una volta su dieci. Quella di Harder 0,24.

Tre volte in sei minuti, da tre situazioni che in media producono meno di mezzo gol in totale.

Come si muovevano le squadre

Il primo dato è quello che nessuno si aspetta leggendo il risultato: il Troyes è entrato in area più volte dello Strasburgo. Quindici ingressi contro dodici. Ha tirato ventisette volte contro diciotto. Ha prodotto 2,65 gol attesi contro 3,52, cioè meno, ma non tanto meno.

Il quadro l'ha descritto anche il resoconto di Orange Sport: il Troyes ha comandato la prima fase, il gol di Mille al 9' nasce da una costruzione collettiva, Monfray e Picard hanno creato altre occasioni e il portiere Jorgensen ha tenuto in piedi lo Strasburgo. I nostri numeri confermano: la conclusione di Monfray al 18', su palla inattiva, vale 0,51 ed è la seconda occasione più grossa della partita per il Troyes.

Il punto è cosa fa lo Strasburgo con la palla quando la riprende.

Hugo Oliveira è arrivato in Alsazia in estate, terzo allenatore dello Strasburgo in nove mesi. Viene dal Famalicão. L'analisi più completa del suo modello di gioco — quella del Football Coaches Lyceum — mette al centro tre principi: contropressing aggressivo nella finestra dei tre-sei secondi dopo la perdita; «trappole laterali per spingere il gioco verso le fasce, dove la pressione può essere isolata»; e in transizione offensiva l'ordine di individuare subito il lato debole e progredire in verticale col minor numero di passaggi possibile, sfruttando «i primi cinque secondi» dopo il recupero.

Sabato quel terzo principio si è visto tre volte in sei minuti. I primi due, meno.

Perché è qui che le fonti si contraddicono, e la contraddizione è il pezzo interessante.

Lo Strasburgo che l'Europa conosceva era una squadra che pressava. L'analisi di London Is Blue sul lavoro di Liam Rosenior — l'allenatore che ha portato il club in Conference League prima di andare al Chelsea a gennaio — riporta un PPDA di 11,8, nono in Ligue 1, con una distanza media di inizio pressione di 44,3 metri dalla porta avversaria: se fosse stata una squadra di Premier League, sarebbe stata seconda dietro solo al Manchester City. Otto recuperi alti a partita. Quarta migliore in Ligue 1 per gol attesi concessi.

Total Football Analysis, in un pezzo dedicato alla costruzione dal basso di quello stesso Strasburgo, descrive il resto del quadro: portiere che riceve dal difensore centrale, piede sulla palla, aspetta l'attaccante avversario fino al contatto fisico e solo allora rilascia il passaggio, per liberare il centrale che ha appena giocato. Provocazione deliberata, alla De Zerbi.

Nulla di tutto questo somiglia allo Strasburgo di adesso. Il PPDA stagionale è 17,26: tredicesimo su diciotto in Ligue 1. Gli ingressi in area concessi in tre giornate sono trentadue, contro ventiquattro fatti. La squadra che concedeva meno di quasi tutti adesso concede quasi più di tutti.

Il modello di Oliveira, sulla carta, prevede contropressing e blocco medio-alto. I numeri di tre giornate dicono blocco basso e pressione tardiva. Le due cose non tornano, e non ha senso fingere che tornino. La lettura più semplice — ed è una lettura nostra, non un dato — è che tre partite sono troppo poche perché un allenatore nuovo abbia messo il suo modello in campo, e che nel frattempo lo Strasburgo stia vincendo con quello che ha: giovani veloci in transizione, e un'efficacia sotto porta che non si può ripetere.

Il finale di sabato dice esattamente questo. Amo-Ameyaw è entrato dalla panchina, Harder pure è un attaccante da rifinire. Il resoconto di Orange lo scrive con parole quasi identiche alle nostre: dopo l'intervallo i visitatori sono passati «da una difesa passiva a una finalizzazione clinica», e i cambi hanno colpito «una struttura difensiva del Troyes ormai svuotata».

Il Troyes, dall'altra parte, non ha giocato male. È la neopromossa che ha vinto la Ligue 2 con Stéphane Dumont, eletto miglior allenatore della seconda divisione francese a maggio. In tre giornate ha ventisei ingressi in area fatti e ventiquattro concessi: è in attivo, e in Ligue 1 le squadre in attivo su quel dato sono otto su diciotto. Ha quattro punti da 3,17 attesi.

Quello che gli è mancato sabato è la conclusione. Ventisette tiri per 2,65 gol attesi fanno 0,098 a tiro: meno di un decimo di gol per conclusione. Lo Strasburgo, con nove conclusioni in meno nella nostra tabella, è arrivato a 0,19 a tiro. Il doppio.

Undici delle ventisette conclusioni del Troyes sono state respinte da un difensore. Otto sono arrivate da calcio d'angolo, e tutte e otto insieme valgono 0,27.

Il contesto di stagione

Lo Strasburgo ha sei punti da 2,73 attesi: +3,28, terzo scarto della Ligue 1 dietro a Monaco e Lille. Otto gol veri da 5,57 attesi. Sette gol subiti da 7,95 attesi.

Quel secondo dato conta quanto il primo. Non è una squadra che difende: è una squadra che segna più di quanto crea e concede più o meno quanto merita. Alla prima giornata aveva perso 4-0 a Marsiglia con 0,19 gol attesi, il terzo dato più basso registrato finora nei cinque campionati.

Il Troyes ha quattro punti, ed è la neopromossa messa meglio della Ligue 1.

Il punto onesto

C'è un buco nei nostri dati, e lo diciamo subito. La nostra tabella delle conclusioni contiene cinque gol dello Strasburgo; lo Strasburgo ne ha segnati sei. Manca il 2-1 di Diogo Sousa al 42'. Nella nostra fonte compaiono due sue conclusioni parate al 40' e al 41', la seconda su ribattuta, ma nessuna delle due è registrata come gol.

Il totale di partita — il 3,52 su cui è costruito questo articolo — arriva da un altro campo dello stesso archivio e non risente del buco: la somma dei singoli tiri si ferma a 3,31, cioè 0,21 sotto. È dentro la soglia di tolleranza del nostro controllo automatico, che confronta le due cifre e scarta la partita se il divario supera 0,4. Il controllo confronta le somme, non conta i gol. È lo stesso difetto che avevamo trovato una settimana fa su Gladbach-Elversberg. Adesso lo conosciamo bene.

Di conseguenza: i conteggi dei tiri nella grafica qui sopra sono bassi di uno per lo Strasburgo, e il valore in gol attesi del 2-1 non lo pubblichiamo perché non ce l'abbiamo.

La sequenza dei gol l'abbiamo verificata su tre fonti — Maxifoot, Orange Sport e l'agenzia ripresa da Yahoo Sport — e concordano su tutti e otto i marcatori e su tutti i minuti.

Tre giornate non sono una stagione. Il +2,48 di sabato è un numero vero e un record vero, ma è il record di una partita sola, e i record di una partita sola si battono ogni settimana. Quello che ci interessa seguire non è quello: è se il PPDA dello Strasburgo scenderà. Se il modello di Oliveira è quello che dicono le sue analisi, deve scendere. Se non scende entro ottobre, vuol dire che l'allenatore ha cambiato idea, o che la squadra non è quella giusta per l'idea.


Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.