Foto: kallerna · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons18 tiri, 5 occasioni nitide, zero gol: la partita più ingiusta d'Europa
Il verdetto, prima dei numeri
Al Penzo è finita 0-2 per il Lecce. Guardando solo il tabellino, una vittoria netta in trasferta alla prima giornata.
Guardando le occasioni, è la partita più ingiusta del turno. E di parecchio.
I due numeri che ribaltano tutto
Venezia: 18 tiri, 3.19 gol attesi, zero gol. Lecce: 12 tiri, 2.45 gol attesi, due gol.
Il Venezia ha costruito occasioni per oltre tre gol e ne ha segnati zero.
Non è una serataccia qualsiasi. Abbiamo passato al setaccio tutte e quarantacinque le partite giocate nel primo weekend di Serie A, Premier League, Liga e Ligue 1: -3,19 è lo scarto negativo più grande d'Europa. Nessuna squadra, in nessun campionato, si è avvicinata a un divario simile tra quanto ha creato e quanto ha raccolto. Il secondo peggiore, il Toulouse, battuto 0-2 dal Lyon dopo aver prodotto 2.16 gol attesi, sta un intero gol più indietro.
E non parliamo di tiri da fuori sparati a caso. Il Venezia ha prodotto cinque occasioni nitide, conclusioni con almeno il 30% di probabilità di finire in rete. Cinque. Il Lecce ne ha avute tre.
Cinque occasioni da almeno un terzo di gol ciascuna, tradotte in zero.
E poi c'è quello che il tabellino non registra
Due volte il Venezia ha esultato, e due volte gli è stato tolto.
Al 15' del primo tempo Correia porta avanti i lagunari, ma la rete viene annullata per un tocco di mano. Nella ripresa, al 75', Basic trova il pareggio e la bandierina si alza: fuorigioco.
Gli Expected Goals contano i tiri, non i verdetti arbitrali: quelle due conclusioni finiscono comunque nel conteggio delle occasioni create. Ma il punto resta, ed è quasi crudele, il Venezia non ha solo sbagliato, ha anche segnato due volte senza che contasse.
Come ha vinto il Lecce
Con due tiri che raccontano bene la differenza tra creare e concretizzare.
Il primo gol arriva da fuori area: Gorter riceve da Coulibaly e trafigge Stankovic. Un tiro dalla distanza vale, in media, molto poco in termini di probabilità: quello è entrato.
Il secondo, all'80', è una deviazione ravvicinata di Tiago Gabriel su cross di Veiga. Un solo tiro in tutta la partita, del valore di 0.81 xG, la conclusione più pericolosa vista al Penzo. Un tocco, un gol.
Due tiri, due reti. Dall'altra parte diciotto tiri e nessuna.
La pressione che non ha pagato
C'è un ultimo numero che rende la serata ancora più beffarda, ed è il PPDA, quanti passaggi concedi all'avversario prima di andare a disturbarlo. Più è basso, più pressi.
Venezia 5,5. Lecce 18,8.
Sono due partite diverse. Il Venezia ha pressato in modo asfissiante, aggredendo dopo cinque passaggi e mezzo. Il Lecce ha lasciato giocare, chiuso, aspettato, quasi diciannove passaggi prima di uscire.
Il Venezia ha fatto tutto quello che un allenatore chiede: ha pressato alto, ha tirato tanto, ha costruito occasioni pulite. Ha perso 0-2.
Il punto onesto
Attenzione a cosa significa e a cosa non significa.
Non significa che il Lecce abbia rubato: ha creato 2.45 gol attesi, che non sono pochi, e ha finalizzato in modo eccellente. Sull'arco di una stagione, saper trasformare due occasioni su tre è un talento, non un caso.
Non significa nemmeno che il Venezia giocherà bene tutto l'anno: una partita è una partita.
Significa una cosa sola, ma solida: lo 0-2 non descrive quello che è successo in campo. Se il Venezia continuerà a produrre 3 gol attesi a partita, i gol arriveranno, non per giustizia poetica, ma perché è così che funzionano i numeri sulla distanza. E il giorno in cui arriveranno, qualcuno la chiamerà "svolta". Era già tutto scritto nella prima giornata.
Rivedi la partita coi numeri. Nel Meritometro trovi il verdetto di ogni gara della giornata, tiro per tiro, e nella Nerd Zone puoi confrontare Venezia e Lecce su ogni statistica. Secondo te il Venezia si rifà o era un fuoco di paglia?