Abbiamo simulato quattro stagioni di Over/Under e Goal/NoGoal su cinque campionati: 26.726 puntate da un'unità, quote mediane di mercato, nessuna scorciatoia. Il risultato è meno 1.641 unità, cioè un ritorno del -6,14%. La cosa interessante non è la perdita: è che il mercato, quando dice 54%, ha ragione quasi sempre. Ecco dove abbiamo smesso di cercare il margine e dove lo cerchiamo adesso.

Un anno fa abbiamo raccontato cosa cerchiamo dentro le quote. Oggi raccontiamo la parte meno piacevole, quella che di solito non si pubblica: il conto di quello che succede se si scommette in modo sistematico e senza un vantaggio vero.

Abbiamo preso quattro stagioni complete, dal 2021-22 al 2024-25, cinque campionati, due mercati, e abbiamo simulato ogni singola partita. Puntata fissa di un'unità, prezzo di riferimento la quota mediana del mercato, nessuna selezione furba: dentro tutte.

Sono 26.726 scommesse. Il conto finale è meno 1.641 unità.

Cosa abbiamo simulato, in parole semplici

Due mercati soltanto, i più popolari in assoluto.

Il primo è l'Over/Under 2.5: si punta sul fatto che nella partita si segnino più di due gol, oppure meno. Il secondo è il Goal/NoGoal: si punta sul fatto che entrambe le squadre segnino, oppure no.

Per ogni partita abbiamo preso la quota mediana fra quelle disponibili sul mercato, cioè un prezzo realistico e non il migliore in circolazione. Poi abbiamo scommesso un'unità su ognuna delle quattro possibilità, partita dopo partita, stagione dopo stagione. Nessun filtro, nessun modello: è il test di base, quello che serve a capire cosa succede a chi gioca sempre.

Il risultato, mercato per mercato

Su Goal sì, 6.706 scommesse, l'esito si è verificato il 54,53% delle volte a una quota media di 1,815. Ritorno: -2,54%.

Su Goal no, stesse 6.706 partite, esito verificato il 45,47% delle volte a quota media 1,991. Ritorno: -11,37%.

Su Over 2.5, 6.657 scommesse, 52,89% di riuscita a quota media 1,880. Ritorno: -4,37%.

Su Under 2.5, 47,11% a quota media 2,101. Ritorno: -6,27%.

Nessuna delle quattro strade guadagna. La migliore perde due centesimi e mezzo ogni unità puntata, la peggiore ne perde più di undici.

Il numero che conta davvero: la calibrazione

Qui arriva la parte che ci interessa di più, e che quasi nessuno guarda.

Abbiamo diviso tutte le partite in gruppi, in base a quanto il mercato riteneva probabile l'Over 2.5, e poi abbiamo contato quante volte è successo davvero.

Nel gruppo in cui il mercato diceva 45,78%, l'Over è arrivato il 44,24% delle volte. In quello da 54,70%, è arrivato il 56,37%. In quello da 63,62%, il 66,27%. Nel gruppo più alto, 73,21%, la realtà ha risposto 74,56%.

Quanto succede davvero contro quanto dice la quota: percentuale reale e probabilità implicita nel prezzo per Goal sì, Goal no, Over 2.5 e Under 2.5

Tradotto: il prezzo del mercato è accurato. Non di poco, di pochissimo. Su ventiseimila partite lo scarto fra quello che il mercato prevede e quello che accade sta quasi sempre dentro i due punti percentuali, e va nella direzione opposta a quella che si spera: sugli esiti più probabili la realtà supera la previsione, quindi il prezzo è persino un po' conservativo.

Se il mercato ha ragione e tu perdi il 6%, il motivo è uno solo. Il margine del banco. Le quote che abbiamo usato hanno un payout fra il 93% e il 95%: da lì in poi, chi gioca alla cieca perde per costruzione, indipendentemente da quanto è bravo a leggere una partita.

Dove il margine si assottiglia, e dove no

C'è una differenza per campionato che vale la pena raccontare, perché va contro l'istinto.

Il mercato inglese è quello dove tutte e quattro le strade perdono più o meno uguale: dal -4,40% al -5,83%. È un mercato molto liquido, con tanto denaro che corregge i prezzi in fretta, e infatti non lascia buchi.

Negli altri campionati il quadro è più irregolare. Il Goal no perde il 14,42% in Bundesliga, il 13,02% in Ligue 1, il 12,20% in Liga, l'11,72% in Serie A. Il Goal sì, negli stessi tornei, perde fra lo 0,79% e il 2,61%. Non significa che il Goal sì sia redditizio: significa che in quei campionati il prezzo del "no" è sistematicamente peggiore, perché l'istinto di chi gioca è quello di puntare contro i gol quando le squadre hanno fama di essere difensive.

È il primo posto in cui un modello può guadagnare qualcosa: non prevedendo meglio il futuro, ma evitando di comprare la parte cara del mercato.

Cosa cerchiamo adesso

La conclusione onesta di tutto questo è che i mercati semplici sono già prezzati bene. Se un margine esiste, non sta nella media: sta nei casi in cui la percezione di una squadra si è staccata da quello che quella squadra sta producendo.

È esattamente quello che misura il Meritometro. Dopo quattro giornate di Serie A, il Monza ha 1 punto da 7,74 attesi e il Bologna 1 da 6,94: sono le due squadre più sottovalutate d'Italia dal punto di vista delle prestazioni, e nelle prossime settimane il loro prezzo sarà costruito sulla classifica. Dall'altra parte il Lecce ha 6 punti da 2,06 attesi, il Cagliari 9 da 5,29, l'Atalanta 6 da 2,33.

Fuori dall'Italia la stessa lista dice Betis, che in Liga ha 12 punti da 6,29 attesi, e Lille, che in Ligue 1 ne ha 10 da 4,69. Sul fronte opposto ci sono il Villarreal, 2 punti da 7,47 attesi, e il Brest, 5 da 8,98.

Non sono consigli di giocata e non li accompagniamo con una quota, per un motivo che diciamo chiaro qui sotto. Sono i posti dove il nostro numero e la narrazione pubblica si stanno allontanando, ed è l'unico territorio in cui, nei nostri test, un vantaggio ha mai avuto senso.

Il punto onesto

Primo, cosa non è questo test. Non è il nostro modello che perde: è il mercato che vince contro chi gioca senza modello. La simulazione serve a fissare il livello del mare, non a misurare la nostra altezza.

Secondo, quello che non abbiamo. In questa stagione non abbiamo un registro di giocate reali chiuse e verificate: le quote che raccogliamo si fermano alla scorsa primavera e le righe rimaste aperte nel database non sono mai state regolate. Finché non riprendiamo quella raccolta, qualunque affermazione sul rendimento di quest'anno sarebbe aria fritta, e preferiamo dirlo invece di pubblicare percentuali che non possiamo dimostrare.

Terzo, la cosa più importante. Anche un vantaggio reale, quando c'è, è piccolo: si parla di pochi punti percentuali su centinaia di giocate, con lunghi periodi in perdita in mezzo. Le scommesse restano un gioco d'azzardo, e nessun numero pubblicato qui è una promessa di guadagno. Il nostro mestiere è capire il calcio con i dati, e questo articolo esiste per raccontare anche quando i dati dicono di smettere.

T.L.


Vuoi vedere quanto ogni squadra merita davvero la sua classifica? Il Meritometro confronta punti veri e punti attesi. Per chi vuole i modelli e non i titoli, c'è la Nerd Zone.