Foto: Arne Müseler · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia CommonsWerder-Lipsia 3-1: il gol del Lipsia valeva più dei tre del Werder messi insieme
Il verdetto, prima dei numeri
Al Weserstadion il Werder Brema ha battuto 3-1 il Lipsia nella seconda giornata di Bundesliga.
Dinkçi ha segnato al 4', Füllkrug al 68' di testa su calcio d'angolo, Grüll all'80' con un tiro al volo. Baku ha accorciato al 95'. In mezzo, un rigore assegnato al Lipsia e poi tolto dal VAR: il portiere Hein aveva toccato il pallone prima di Nkunku.
Il Werder arrivava da un 4-1 subìto a Friburgo. Il Lipsia da un 3-0 al Mönchengladbach. Sulla carta non c'era partita. Sul campo, per i dati, non c'è stata: ha comandato il Lipsia.

Un gol contro tre
Prendete i quattro gol della partita e guardate quanto valeva ciascuno.
Dinkçi, 4': 0,449. Un pallone recuperato altissimo, Chuki lo serve dentro, tocco a porta quasi vuota. È l'unica rete della giornata nata da una vera occasione da gol.
Füllkrug, 68': 0,020. Colpo di testa su calcio d'angolo. Due centesimi, perché è arrivato da lontano: due volte su cento, un colpo di testa da lì finisce in porta.
Grüll, 80': 0,054. Pallone che rimbalza, controllo e tiro al volo nell'angolo basso. Cinque centesimi.
Baku, 95': 0,544. L'unica grande occasione costruita dal Lipsia in novanta minuti, su cross di Maksimović.
Il conto è questo: i tre gol del Werder valgono insieme 0,523 gol attesi. Il gol solitario del Lipsia ne vale 0,544. Una rete pesa più di tre.
E non è un dettaglio contabile: è la partita. Il Lipsia ha chiuso con 1,58 gol attesi contro 0,85, dieci ingressi in area contro cinque, 1,96 punti attesi contro 0,77. Ha colpito la traversa con Nusa e si è visto salvare un pallone sulla linea. Ha fatto tutto quello che serve per vincere una partita di calcio, tranne segnare prima del recupero.
Come si muovevano le squadre
Abbiamo letto quattro analisi. Due di queste, scritte prima della partita, descrivono con precisione il modo in cui è finita — e sono le più interessanti, perché non sono profezie: sono la stessa struttura vista in estate.
Il Lipsia di Demichelis è una squadra costruita attorno al centro. Tactical Football Analysis, in un'analisi di aprile del suo Mallorca, descrive un 4-4-2 a rombo «ossessivamente centrale», in cui il vertice basso scende fra i centrali e i terzini forniscono l'unica ampiezza della squadra, salendo alti e larghi. A Lipsia la forma è cambiata — la presentazione di stagione di Get German Football News racconta di un 4-3-3 con terzini offensivi e un mediano posizionalmente disciplinato — ma il principio no: densità in mezzo, larghezza affidata ai terzini.
Quella stessa presentazione, del 25 agosto, contiene l'avvertimento. Nell'amichevole col Leeds, scrive, quando gli inglesi hanno superato il blocco centrale compatto del Lipsia, Henrichs e Finkgräfe sono stati ripetutamente scoperti mentre il Leeds attaccava veloce dentro i corridoi laterali; il gol dell'1-0 è nato esattamente così. E sulla Generalprobe col Bayern: sei minuti di calcio eccellente, poi il nulla. «La domanda che resta è quanto spesso Demichelis riesca a far somigliare quei sei minuti a novanta.»
Il Werder di Thioune, dall'altra parte, aggredisce alto e si scopre. La presentazione di stagione del Brema descrive un 4-2-3-1 nominale che senza palla diventa un 4-4-2, con Chuki che sale accanto alla punta nella prima linea di pressing, il terzino Deman che spinge aggressivamente e l'esterno che alterna ampiezza e movimenti dentro il campo. E annota il difetto, con le parole dello stesso allenatore dopo l'amichevole con l'Auxerre: al Werder mancava «la volontà di difendere in transizione».
Il primo gol di domenica è quella struttura che funziona: recupero alto, Chuki dentro, Dinkçi davanti al portiere. Thioune dopo la partita ha raccontato proprio questo — palla vinta là sopra, poi il filtrante. Il centrocampo che l'ha prodotta — Chuki, Reis, Regeer — si conosceva, sempre parole sue, da tre giorni.
La nostra lettura, che è un parere e non un dato. Il difetto del Werder — scoprirsi dopo la palla persa — non è stato punito, perché il Lipsia in area ci è arrivato dieci volte senza costruirci quasi nulla. Il difetto del Lipsia — i terzini alti, i corridoi laterali aperti alle ripartenze — è stato punito subito, dopo quattro minuti. Poi la partita si è decisa su un corner e su una ripartenza, cioè sulle due situazioni in cui una squadra che tiene il pallone e il campo è più esposta.
Non diciamo che il Werder ha meritato: i numeri dicono l'opposto e li abbiamo appena stampati in grafica. Diciamo che il modo in cui ha vinto era prevedibile, ed era stato previsto.
Il contesto di stagione — due giornate, non una stagione
Il Werder ha tre punti da 1,18 punti attesi in due partite. Ha segnato quattro gol da 1,80 attesi.
Prima che qualcuno scriva "la squadra più fortunata del campionato": no. Abbiamo controllato tutte e diciotto. Per scarto fra punti veri e punti attesi il Brema è quarto — davanti a lui l'Elversberg (+3,89), il Borussia Dortmund (+3,23) e il Friburgo (+1,86). Per scarto fra gol e gol attesi è secondo, dietro all'Elversberg.
Il Lipsia, dall'altra parte, ha tre punti da 4,69 attesi. Alla prima giornata aveva vinto 3-0 col Gladbach producendo 3,76 gol attesi: quella era una vittoria vera. Due partite, due prestazioni da squadra da Champions, un solo risultato pieno.
Il punto onesto
Due giornate non sono niente. Tutti gli scarti fra punti veri e punti attesi che avete letto qui sopra hanno un margine di errore che li rende, per ora, curiosità e non diagnosi. Li useremo di nuovo fra dieci giornate, quando vorranno dire qualcosa.
Le analisi tattiche che abbiamo usato sono di preparazione, non di questa partita. Descrivono come le due squadre si erano organizzate in estate e nelle amichevoli. Che i meccanismi visti domenica coincidano con quelli descritti è un fatto verificabile; che la partita sia andata così per quel motivo è la nostra interpretazione, e potrebbe essere sbagliata.
Tre delle quattro fonti che raccontano queste due squadre vengono dalla stessa testata. Get German Football News è di gran lunga la più dettagliata sul calcio tedesco, ma quando tre letture su quattro hanno la stessa firma, il confronto fra fonti si indebolisce. Lo diciamo perché è vero, non perché ci piaccia.
I minuti sono quelli della stampa tedesca e del racconto di fine partita. Understat, come sempre, li dà un minuto prima: nei nostri dati grezzi il gol di Baku è al 94'.
Il conto fra risultati e prestazioni lo teniamo aggiornato nel Meritometro. Chi vuole i numeri grezzi, senza il racconto attorno, li trova nella Nerd Zone.