Due gol in sei giornate, e uno è questo
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Analisi

Due gol in sei giornate, e uno è questo

Il Valencia ha segnato 2 gol in tutta la Liga, entra in area 17 volte e ne concede 55. Lunedì sera è andato a Vitoria, ha tirato 10 volte, e con la sua seconda rete stagionale ha battuto un Alavés che ne ha calciate 15 per 1,31 gol attesi. È la partita che spiega perché la classifica della Liga, dopo sei giornate, sia ancora un documento poco affidabile.

Il Valencia è arrivato a Vitoria con due gol segnati in cinque partite e la peggiore produzione offensiva della Liga. È ripartito con tre punti, la porta inviolata e il secondo gol della sua stagione.

L'Alavés ha calciato quindici volte, è rimasto a zero, e in cinque giorni ha perso due partite creando ogni volta più dell'avversario. Dopo sei giornate ha comunque 10 punti, che è più o meno quello che merita: il conto, lì, torna. Quello che non torna è il modo.

Il verdetto, prima dei numeri

I gol attesi della serata dicono 1,31 per l'Alavés e 0,84 per il Valencia. I punti attesi 1,75 contro 0,96.

Non è un dominio, è un vantaggio chiaro: la squadra di casa ha tirato 15 volte contro 10 ed è stata la sola delle due ad avere due occasioni davvero pericolose. Ha perso 1-0.

Confronto statistico fra Alavés e Valencia: gol attesi 1,31 contro 0,84, tiri 15 contro 10, ingressi in area 5 contro 7

Il numero: 2

Due sono i gol segnati dal Valencia in sei giornate di campionato. Uno di questi è quello di lunedì sera.

Per capire quanto sia poco: la squadra ha prodotto 4,17 gol attesi in sei partite, cioè meno di 0,70 a gara, ed è entrata in area 17 volte in totale. Ne ha concessi 55. Il rapporto fra quello che subisce e quello che costruisce è di più di tre a uno, e non esiste niente di simile nel resto della Liga.

Con quei numeri il Valencia ha 4 punti. I punti attesi dicono 5,00, quindi in questo caso il modello non sta nemmeno dicendo che è stato sfortunato: sta dicendo che una squadra che crea così poco quei punti lì se li aspetta. La differenza è che 3 di quei 4 punti sono arrivati tutti insieme, lunedì sera, in una partita in cui ha tirato in porta pochissimo.

Il gol è un destro da dentro l'area a un quarto d'ora dalla fine, 0,406: la conclusione più pericolosa dell'intera partita, per entrambe. È anche l'unica volta in cui il Valencia ha trovato un pallone pulito in area avversaria.

Dove l'Alavés ha perso la partita

Non nella costruzione, ma nei due momenti in cui ha avuto la palla buona.

Il primo è un colpo di testa poco prima dell'intervallo, 0,390, il più pericoloso dei padroni di casa: quattro volte su dieci finisce dentro. Il secondo arriva subito dopo la ripresa, un'incornata su palla inattiva da 0,288. Le altre tredici conclusioni valgono, tutte insieme, poco più di mezzo gol.

C'è un dettaglio che rende il quadro meno favorevole di quanto sembri. L'Alavés ha tirato quindici volte ma è entrato in area solo cinque, meno del Valencia. Vuol dire che il volume è arrivato quasi tutto da fuori o da posizioni laterali: tanti tiri, poco pericolo per tiro. È la firma di una squadra che gira attorno al blocco avversario senza trovare il corridoio.

Il Valencia, per parte sua, ha difeso con una linea bassa e compatta e non ha quasi mai pressato: a Vitoria i suoi 10,6 di PPDA raccontano una squadra che aspetta, mentre l'Alavés a 13,0 aspettava ancora di più. Due squadre che non si vanno a prendere producono una partita così: novanta minuti senza ritmo, decisi da un episodio.

Cinque giorni, due sconfitte, e nessuna colpa evidente

Venerdì scorso l'Alavés aveva perso 2-1 a Santander, e anche lì aveva creato più dell'avversario: 2,27 gol attesi contro 1,38, con il Racing capace di trasformare in due gol quello che valeva molto meno.

Due partite, quasi 3,6 gol attesi prodotti, un gol segnato, zero punti. Uno pensa a una squadra in crisi, e invece dopo sei giornate l'Alavés ha 11 gol fatti, 10,60 attesi, 6 subiti da 6,14 concessi. Sono i numeri di una squadra onesta, che segna quello che crea e concede quello che difende. Il problema è che in cinque giorni ha incontrato due avversari clinici uno dietro l'altro.

Ne avevamo già scritto a inizio settembre, quando l'Alavés aveva vinto a Pamplona con un solo ingresso in area. Allora il conto era a suo favore. Adesso è tornato indietro, e infatti il saldo stagionale fra punti veri e punti attesi è di appena 1,38 a sfavore. In sei giornate si è preso tutto e il contrario di tutto, e alla fine è quasi in pari.

Il punto onesto

Primo, la lettura opposta, e in questo caso è forte. Il Valencia ha vinto perché ha difeso bene: sette ingressi in area concessi in novanta minuti sono pochissimi per una squadra che in stagione ne concede nove a partita. Chi dice che è la prima volta in cui la squadra ha difeso da squadra, e che questo conta più dei gol attesi, ha ragione a farlo notare.

Secondo, il limite del modello. Quindici tiri per 1,31 gol attesi dicono che l'Alavés ha calciato da lontano, ma non dicono quanto fossero buone le esecuzioni. Un destro sporcato e uno pulito da venti metri valgono uguale.

Terzo, quello che pensiamo. Una squadra che in sei giornate segna 2 gol non può vivere di serate come questa, e la sensazione è che la classifica del Valencia debba ancora peggiorare prima di migliorare: quando concedi 55 ingressi in area e ne fai 17, la porta inviolata è un risultato che si ripete di rado. L'Alavés, al contrario, non ha niente da riparare, se non la mira.

T.L.


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