Due settimane fa il Bayern era entrato in area 22 volte contro zero a Gelsenkirchen e aveva chiuso 0-0. Contro l'Union Berlino il conto è stato 20 a 1 ed è finita 7-0. Il dominio territoriale è identico, il risultato è agli antipodi: la differenza sta in 4,13 gol attesi contro i 2,05 di quella sera, e in tre conclusioni da meno di 0,03 finite tutte dentro.

Il 5 settembre avevamo raccontato una partita che sembrava impossibile: il Bayern Monaco a Gelsenkirchen, 22 ingressi in area contro zero, e il tabellone fermo sullo 0-0. Era la dimostrazione che il possesso del campo, da solo, non basta.

Due settimane dopo, contro l'Union Berlino, il conto degli ingressi in area è stato 20 a 1. Ed è finita 7-0.

Sono la stessa fotografia e due risultati opposti, e la spiegazione sta tutta in un numero.

Il verdetto, prima dei numeri

I gol attesi dicono 4,13 per il Bayern e 0,47 per l'Union. I punti attesi 2,96 contro 0,02, le conclusioni 23 contro 3.

A Schalke, con 22 ingressi in area, il Bayern aveva prodotto 2,05 gol attesi. Qui, con due ingressi in meno, ne ha prodotti il doppio. La differenza fra le due sere non è quanto la palla sia entrata in area: è cosa ci è stato fatto dentro.

Confronto statistico fra Bayern Monaco e Union Berlino: gol attesi 4,13 contro 0,47, tiri 23 contro 3, ingressi in area 20 contro 1

Il numero: 2,18

Due virgola diciotto è quanto valgono, messe insieme, le sette conclusioni che sono finite in rete.

Il dettaglio è istruttivo. Il gol più pesante è un rigore, 0,758. Poi c'è un destro da dentro l'area da 0,598, un sinistro da 0,425, un colpo di testa da 0,318. Gli altri tre valgono 0,030, 0,025 e 0,023: cioè tre conclusioni che entrano due o tre volte su cento.

Sette gol in una partita si fanno così, quasi sempre. Non serve costruire sette occasioni da manuale: bastano tre o quattro palloni buoni e poi una serata in cui tutto quello che parte da venti metri finisce dentro. Il Bayern, va detto, aveva anche costruito abbastanza per farne altri due: un colpo di testa da 0,435 e una conclusione murata da 0,626 sono rimaste fuori.

Tre dei sette gol, comunque, sono di Michael Olise, e due di quei tre valgono insieme meno di cinque centesimi.

Il pressing, e quello che ha fatto all'Union

Il PPDA racconta una partita a senso unico: 6,3 per il Bayern, 27,3 per l'Union.

Il primo numero significa che i padroni di casa andavano a prendere gli ospiti dopo sei passaggi, cioè praticamente subito, dentro la metà campo avversaria. Il secondo significa che l'Union ha rinunciato del tutto a disturbare la costruzione del Bayern.

Il risultato è che l'Union Berlino ha calciato tre volte in novanta minuti e ha portato un solo pallone nell'area avversaria. Le sue tre conclusioni valgono insieme 0,47, e la migliore, un colpo di testa da calcio d'angolo da 0,341 a inizio ripresa, è arrivata quando la partita era già persa.

Per l'Union è un problema che non nasce sabato. In quattro giornate ha subito 17 gol da 12,86 gol attesi concessi e ha lasciato agli avversari 55 ingressi in area: la peggiore difesa della Bundesliga per quantità di pericolo concesso, e la peggiore per gol presi.

Il Bayern che non ingannava nemmeno prima

Il confronto con la sera di Gelsenkirchen resta la parte più interessante.

Allora avevamo scritto che 22 ingressi in area senza gol non erano una condanna: erano una squadra che faceva bene la parte difficile del lavoro e male quella semplice. I numeri stagionali, adesso, dicono che aveva ragione la prima lettura. In quattro partite il Bayern ha 78 ingressi in area contro 10 concessi, ha segnato 14 gol da 13,32 attesi e ne ha subiti 2 da 3,00.

Detto in modo brutale: il Bayern non sta neanche strafacendo. Ha 10 punti da 10,96 attesi, quindi in classifica ha perso per strada qualcosa, e quel qualcosa è proprio lo 0-0 di Schalke.

L'unica cosa che è cambiata fra le due partite è la qualità dei palloni che arrivano in area. Contro l'Union i cross sono diventati passaggi bassi dal fondo e le conclusioni sono arrivate da dentro, non dal limite.

Il punto onesto

Primo, i dati sono puliti: tutti e sette i gol sono nella nostra lista delle conclusioni, e la somma torna con i totali di partita.

Secondo, la lettura opposta. Si può sostenere che un 7-0 non abbia bisogno di essere spiegato con i gol attesi e che ridurre tre reti a "0,03 di probabilità" tolga merito a chi le ha calciate: se un giocatore segna due volte da posizione impossibile nella stessa partita, forse il modello sta misurando male quel tipo di tiro. È un'obiezione legittima, e il modo di verificarla è guardare se succede ancora.

Terzo, quello che pensiamo. La cosa che questa partita dice davvero non riguarda il Bayern, che stava già giocando così, ma l'Union Berlino: tre conclusioni e un ingresso in area in novanta minuti sono il tipo di prestazione che non si corregge con un cambio di modulo. E riguarda il modo in cui leggiamo i risultati: la stessa identica partita, a Gelsenkirchen, era finita 0-0.

T.L.


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