Roma-Atalanta 2-1: trentotto tiri, venti ingressi in area contro due, e serve il 93'. Il conto è tornato per un soffio
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Analisi

Roma-Atalanta 2-1: trentotto tiri, venti ingressi in area contro due, e serve il 93'. Il conto è tornato per un soffio

Avevamo scritto tre cose il giorno prima. Due si sono avverate alla lettera: l'Atalanta ha aspettato a 28,6 di PPDA e la Roma le è arrivata addosso venti volte contro due. Ma la Roma ha battuto trentotto tiri senza costruire un'occasione che valesse più di 0,37, e ha vinto con due gol da 0,14 in tutto. Se il tiro di Soulé al 93' esce di mezzo metro, oggi scriviamo il pezzo opposto.

Il verdetto, prima dei numeri

All'Olimpico la Roma ha battuto 2-1 l'Atalanta in pieno recupero. Terza vittoria su tre, prima sconfitta stagionale per i nerazzurri.

Il giorno prima avevamo pubblicato un'anteprima intitolata "sei punti meritati contro sei punti da 0,74 attesi". È andata come dicevamo, e questo è il momento in cui di solito ci si compiace. Non lo facciamo, perché guardando dentro la partita c'è una cosa che non torna, e riguarda proprio noi.

Roma-Atalanta 2-1: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Le tre cose che avevamo scritto

Le rileggiamo una per una, come facciamo sempre, comprese quelle sbagliate.

«Se l'Atalanta si mette di nuovo a trenta di PPDA, la Roma le arriva addosso»

Giusta.

Il PPDA dell'Atalanta è stato 28,6: ha lasciato alla Roma quasi ventinove passaggi prima di andare a disturbarla. Contro il Bologna era a 30,3, contro il Sassuolo a 18,8. Non è un incidente, è un'identità.

Il pressing giornata per giornata: PPDA di Roma e Atalanta nelle prime tre giornate

Dall'altra parte la Roma stava a 7,2. Sono due idee di calcio opposte messe sullo stesso campo per novanta minuti.

«Se gli ingressi in area finiscono 15 a 5 per la Roma, sappiamo già com'è andata»

Giusta, e per difetto.

Sono finiti 20 a 2.

Venti volte la Roma ha completato un passaggio dentro i venti metri avversari. Due volte l'Atalanta. È il secondo 20 di fila per la Roma dopo quello di Lecce, e porta il conto stagionale a 48 ingressi in area fatti contro 6 concessi: nessuno in Serie A si avvicina.

«La Roma è andata in vantaggio presto in entrambe le partite»

Sbagliata.

Primo tempo a reti bianche. E al 47', al primo affondo vero della ripresa, è passata l'Atalanta con Ederson. Gasperini, dopo, l'ha detta meglio di noi: "ci siamo trovati sotto dopo un primo tempo a senso unico e dopo un solo tiro preso".

Due su tre, quindi. Il che è meglio di quanto ci era riuscito col PSG, dove ne avevamo azzeccata una su tre.

Il numero che non torna

Adesso la parte scomoda, che è anche la più interessante.

La Roma ha battuto trentotto tiri. Trentotto. E la sua conclusione più pericolosa dei novanta minuti valeva 0,37 gol attesi.

Non una che superasse il 40%. Trentotto tiri, cinque dei quali da posizione discreta, e nessuno vero faccia a faccia col portiere.

È un dato che dice due cose insieme, e vanno tenute separate:

La prima è un merito. Accumulare 3,54 gol attesi senza mai avere un'occasione nitida significa aver messo la palla dentro l'area avversaria in continuazione. È dominio territoriale puro.

La seconda è un limite. Un attacco che produce così tanto volume e così poca qualità dipende dalla somma, non dall'episodio. E la somma, in novanta minuti, può benissimo non bastare — infatti per ottantotto minuti non è bastata.

Nel mezzo, due legni di Santiago Castro: palo al 63' da 0,33, traversa all'87' da 0,32. E Carnesecchi, che ha tenuto in piedi l'Atalanta finché ha potuto.

E i due gol della Roma valgono 0,14

Qui arriva il paradosso che rende questa partita diversa da come la racconterà chiunque.

Hermoso, all'88', di testa su corner di Soulé: 0,09 gol attesi. Soulé, al 93', servito da Dybala: 0,06.

I due gol che hanno ribaltato la partita valgono, sommati, 0,143. Meno di un settimo di gol.

Quindi: la Roma ha meritato ampiamente di vincere — 3,54 gol attesi contro 0,77, punti attesi 2,76 contro 0,16 — e ha vinto segnando due palloni che il modello considerava quasi nulli, dopo averne sbagliati per tre gol e mezzo.

La cosa che dobbiamo dire su noi stessi

Ecco il punto che ci riguarda, e lo scriviamo perché è l'unico modo di essere utili.

Se il tiro di Soulé al 93' esce di mezzo metro, l'Atalanta esce dall'Olimpico con un pareggio. E oggi noi staremmo scrivendo il quarto articolo di fila su una squadra che raccoglie molto più di quello che produce, e qualcuno — legittimamente — comincerebbe a chiedersi se non siamo noi a guardare la cosa sbagliata.

Il nostro modello aveva ragione. Ma il margine fra "aveva ragione" e "aveva torto un'altra volta" è stato un tiro nel recupero. Chi vi racconta che i numeri hanno dato la loro sentenza sta semplificando: hanno dato la sentenza giusta con un margine sottilissimo, e su una partita sola il margine è sempre questo.

I gol attesi funzionano sulla distanza. Non sanno niente del 93'.

L'Atalanta, adesso

Perde, e resta comunque l'anomalia più grande d'Europa.

Serie A: punti veri contro punti meritati dopo tre giornate

Sei punti da 0,90 punti attesi. Uno scarto di +5,10, che è ancora il più alto del continente anche dopo una sconfitta.

Il quadro delle tre giornate è impietoso: quattro gol segnati da 1,87 attesi, sette subiti da 7,48 concessi. Tredici ingressi in area fatti, trentuno concessi.

E i sei punti restano lì, veri, in classifica. È esattamente quello che avevamo scritto nell'anteprima e vale la pena ripeterlo: non stiamo dicendo che l'Atalanta sia scarsa. Stiamo dicendo che sta vincendo in un modo che non si può ripetere per trentotto giornate, e che quando smette di ripetersi — ieri sera — succede quello che è successo.

La Roma, invece

Nove punti su nove, e nove punti da 8,58 attesi.

Uno scarto di +0,42: la Roma è, insieme al Torino, la squadra più onesta della Serie A. Non c'è quasi niente, nei suoi nove punti, che dipenda da una parata o da un palo. Dieci gol segnati da 11,45 attesi, uno subito da 2,26 concessi.

Con una precisazione, dopo ieri: sta creando tantissimo volume e poche occasioni pulite. Con Carnesecchi in giornata, quel volume rischia di non bastare. È successo per ottantotto minuti.

Il punto onesto

Tre giornate non condannano l'Atalanta e non incoronano la Roma. Il campionato è lungo e i numeri di settembre sono i più rumorosi dell'anno.

Ma un dato regge già, ed è quello territoriale. Quarantotto ingressi in area contro sei in tre partite non è fortuna e non è mira: è dove una squadra riesce a portare il pallone. Quello resta anche quando i gol non entrano.

E l'Atalanta ha un problema che i sei punti nascondono. Concedere trentuno ingressi in area in tre partite, contro tredici fatti, è il profilo di una squadra che subisce. Finora ha vinto lo stesso. Ieri sera, per la prima volta, no.


Controlla tu. Nel Meritometro trovi il verdetto di ogni partita di questa giornata sulla base delle occasioni e non del risultato, nella Nerd Zone puoi rivedere Roma-Atalanta tiro per tiro, e l'anteprima che avevamo pubblicato è ancora online senza ritocchi.