Foto: CAPTAIN RAJU · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia CommonsNove ingressi in area in quattro partite
Quando due squadre a punteggio quasi pieno si incontrano alla quinta giornata il racconto è già scritto: big match, scontro al vertice, chi vince mette le mani sul campionato di settembre. Roma e Inter hanno 12 punti a testa, hanno segnato 12 e 13 gol, e hanno perso una volta ciascuna nel modo più strano possibile.
Quello che nessuno dirà, nei tre giorni di avvicinamento, è che questa partita mette di fronte le due squadre che in Serie A stanno facendo la stessa identica cosa in attacco, e due cose opposte quando la palla ce l'ha l'altro.
Il verdetto, prima del fischio d'inizio
Sui gol attesi le due squadre sono gemelle. La Roma ne ha prodotti 13,79 in quattro partite, l'Inter 12,98. Gli ingressi in area sono 53 e 55. Sono i due valori più alti del campionato, e sono praticamente identici.
Dall'altra parte del campo il discorso cambia. La Roma ha concesso 2,97 gol attesi in quattro partite e ha subito un gol solo, con tre partite chiuse senza prendere gol. L'Inter ha concesso 5,16 gol attesi e ne ha presi 6.

Il numero: 9
Nove ingressi in area concessi in quattro partite. Poco più di due a gara.
L'ingresso in area, nel nostro linguaggio, è il pallone che arriva negli ultimi venti metri in posizione centrale: il momento in cui una squadra smette di girare palla e comincia a fare male. La Roma in quattro giornate ne ha permessi 9 in tutto. Il secondo dato migliore del campionato è 13, ed è dell'Inter. Il Genoa ne ha concessi 49, l'Udinese 39.

Detto in un altro modo: gli avversari sono entrati nell'area della Roma 9 volte, la Roma nella loro 53. È un rapporto di quasi sei a uno, e non è successo contro quattro squadre di fondo classifica: dentro ci sono la Fiorentina, l'Atalanta e il Torino.
Il come è sempre lo stesso da quattro giornate. PPDA 7,8, cioè il numero di passaggi che la Roma lascia fare all'avversario prima di andarlo a disturbare: solo Venezia e Frosinone pressano più in alto, e loro lo fanno per disperazione. La squadra si alza, accorcia in avanti e recupera il pallone nella metà campo altrui. Chi prova a uscire palla a terra contro questa Roma finisce per sbagliare prima di arrivare a centrocampo.
L'Inter la stessa cosa la fa con un ritmo diverso. PPDA 9,7, pressing alto ma non asfissiante, e più fiducia nella qualità del possesso che nel recupero immediato. Contro il Napoli ha pressato a 6,9, contro il Monza a 12,0. È una squadra che decide di volta in volta quanto alzarsi.
Le due sconfitte, che spiegano tutto
L'Inter ha perso 1-0 a Cagliari creando 3,97 gol attesi e concedendone 0,32. È la partita più a rovescio della stagione italiana, ne avevamo scritto a fine agosto: 14 ingressi in area contro 2, e zero gol segnati.
La Roma, in realtà, non ha ancora perso. Ha 12 punti su 12, e la distanza con l'Inter in classifica non esiste solo perché l'Inter è inciampata in Sardegna. Ma anche la Roma ha la sua serata storta, ed è quella di domenica scorsa a Torino: ha vinto 2-0 con 2,33 gol attesi, però per un tempo intero è rimasta ferma a cinque ingressi in area, il suo minimo stagionale.
Il conto dei punti attesi mette le due squadre in una luce leggermente diversa. La Roma ha 12 punti da 11,17 attesi, uno scarto di +0,83 che è quasi rumore: sta raccogliendo quello che produce. L'Inter ha 12 punti da 9,53 attesi, +2,47, e dentro quel numero c'è il 5-3 all'Udinese, in cui ha preso tre gol da 1,29 gol attesi concessi.
Chi segna, e quanto costa
La Roma ha una particolarità che a settembre non si nota e a novembre pesa: quasi tutto il suo pericolo passa da due giocatori.
Donyell Malen ha segnato 5 gol da 4,70 gol attesi personali, con 16 conclusioni. È il rendimento più pulito del campionato, nel senso che segna esattamente quanto crea, senza prestiti dalla fortuna. Paulo Dybala invece non ha ancora segnato: 14 tiri, 1,64 gol attesi, zero gol. In compenso ha servito 16 occasioni da 3,48 gol attesi complessivi, e sono i numeri da rifinitore più alti della Serie A.
L'Inter distribuisce. Lautaro Martínez ha 2 gol da 2,99 attesi, Marcus Thuram 2 da 2,50, Francesco Pio Esposito 2 da 2,31. Tre attaccanti che producono tanto e incassano poco, e un centrocampo che invece incassa moltissimo: Davide Frattesi ha 3 gol da 1,75 attesi, Hakan Calhanoglu ne ha 2 da 0,09.
Sono due modi diversi di stare in credito. Gli attaccanti nerazzurri prima o poi segneranno quello che creano, e quel giorno l'Inter farà paura. I 2 gol di Calhanoglu da nove centesimi di gol atteso, invece, sono un prestito che il campionato chiede sempre indietro.
Cosa guardare sabato
Tre cose, tutte misurabili mentre si gioca.
Il primo pallone dell'Inter in area. Se dopo mezz'ora il conto degli ingressi è ancora fermo a uno o due, vuol dire che il blocco della Roma sta facendo quello che ha fatto per quattro giornate, e allora all'Inter servirà un gol da fuori o da palla ferma.
Il pressing giallorosso sul portatore nerazzurro. A 7,8 di PPDA si va a prendere l'avversario a casa sua, ma l'Inter è la squadra meglio attrezzata del campionato per saltare il primo uomo: se la Roma perde due volte il pallone a metà campo, quei 3,97 gol attesi visti a Cagliari sanno benissimo dove andare.
Dybala negli ultimi venti metri. Sedici occasioni servite e nessun gol suo: se la Roma sblocca presto, la partita si apre e quel tipo di giocatore diventa decisivo. Se invece si resta sullo 0-0 dopo un'ora, il rischio è quello visto a Torino, con la Roma che entra in area e non trova mai l'ultimo passaggio.
Il punto onesto
Primo, i dati. Il 5-3 dell'Inter con l'Udinese ha una lista di conclusioni che non torna con il totale della partita: i numeri di squadra li usiamo, quelli sul singolo tiro di quella gara no. Va detto prima, non dopo.
Secondo, la lettura opposta, che è seria. Si può sostenere che i 9 ingressi in area concessi dalla Roma dicano più sugli avversari che su di lei: la Fiorentina è a 3 punti, il Torino a 3, e l'Atalanta in quel momento era una squadra che non pressava quasi mai. In questa lettura sabato è il primo vero esame, e un dato solo non basta a promuovere una difesa.
Terzo, la nostra opinione. Fra due squadre che producono uguale, quella che concede meno parte avanti, e nove ingressi in area in quattro partite non è un numero che capita per caso: è un blocco che scala bene e una linea che sale tutta insieme. Ma l'Inter è l'avversario meno adatto per allungare la serie, perché è l'unica squadra in Serie A che in area ci entra quanto la Roma.
Sabato alle 18, all'Olimpico. La domanda non è chi segna: è chi ci arriva.
T.L.
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