Schalke-Bayern 0-0: ventidue ingressi in area contro zero, PPDA 3,4 contro 54,6. E finisce senza gol
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Analisi

Schalke-Bayern 0-0: ventidue ingressi in area contro zero, PPDA 3,4 contro 54,6. E finisce senza gol

È lo scontro più squilibrato che abbiamo misurato in Europa quest'anno: il Bayern è arrivato ventidue volte dentro i venti metri, lo Schalke nemmeno una. Il Bayern ha pressato dopo tre passaggi e mezzo, lo Schalke dopo cinquantaquattro. Eppure in quindici tiri il Bayern non ha mai costruito un'occasione che valesse più di 0,37, e la sua striscia di sessanta partite consecutive con gol si è fermata qui.

Il verdetto, prima dei numeri

Alla Veltins-Arena, davanti a 62.094 spettatori e col tutto esaurito, lo Schalke neopromosso ha fermato il Bayern sullo 0-0. Il Bayern perde la testa della classifica a favore del Friburgo.

Sul campo non è stata una partita equilibrata. È stata la partita più squilibrata dell'intero fine settimana europeo, e non c'è nemmeno gara.

Schalke-Bayern 0-0: il confronto statistico completo con gol attesi, grandi occasioni, tiri, tiri in porta, ingressi in area e pressing

Ventidue a zero

Partiamo dal dato che non abbiamo mai visto così estremo in nessun'altra partita di questa stagione.

Ingressi in area: Bayern 22, Schalke 0.

Un ingresso in area, in questa statistica, è un passaggio completato entro venti metri dalla porta, esclusi i cross. È la palla che arriva a destinazione dove fa male.

Il Bayern ce l'ha portata ventidue volte. Lo Schalke mai. Non una volta in novanta minuti.

È la quarta volta in tutta la stagione europea che una squadra chiude una partita a quota zero, dopo il Rayo a Siviglia, l'Aston Villa a Brighton e l'Auxerre a Lione. Nessuna delle altre tre, però, aveva ventidue dall'altra parte.

E il pressing è ancora più netto

Se possibile, il dato del PPDA è ancora più violento.

Bayern 3,4. Schalke 54,6.

Il Bayern è andato a prendere lo Schalke dopo tre passaggi e mezzo. Lo Schalke ha lasciato al Bayern quasi cinquantacinque passaggi prima di andare a disturbarlo.

I pressing più lontani della giornata: PPDA delle partite più squilibrate del 5-6 settembre

Per dare la misura: nella stessa giornata, il pressing più aggressivo della Serie A è stato quello dell'Inter col Napoli, a 6,9. Il Bayern ha fatto il doppio. E il PPDA di 54,6 dello Schalke è il più alto che abbiamo registrato in questa stagione: non è una squadra che pressa poco, è una squadra che non pressa proprio, per scelta, per novanta minuti.

Sono due sport diversi giocati contemporaneamente. Ed è finita 0-0.

Il numero che spiega perché

Qui arriva la parte interessante, e non è quella che dice il tabellino.

Il Bayern ha battuto quindici tiri e ha prodotto 2,05 gol attesi. Sono numeri buoni, non straordinari. Ma il dato che conta davvero è un altro: la sua conclusione più pericolosa dei novanta minuti valeva 0,365 gol attesi.

Non una sopra il 37%. Con ventidue ingressi in area.

Le occasioni migliori, in fila:

Luis Díaz, al 40': 0,37. Servito da Brown, l'ha spedita altissima sopra la traversa. La più grande della serata. Luis Díaz, al 53': 0,34. Murata. Laimer, al 63': 0,29. Fuori. Tah, al 54', su corner: 0,22. Fuori. Upamecano, all'87', su corner: 0,19. Fuori.

Il Bayern ha accumulato due gol attesi mettendo insieme una ventina di mezze possibilità. Non ha mai avuto il pallone del gol.

E in mezzo c'è Loris Karius, che ha fatto tre parate decisive su Brown, Olise e soprattutto Kane. Il portiere è la parte che i gol attesi non sanno misurare, e ieri sera è stata metà della storia.

Lo stesso identico problema della Roma

Vale la pena mettere le due partite una accanto all'altra, perché sono la stessa cosa vista da due angoli.

Ventiquattro ore prima, all'Olimpico, la Roma ha battuto trentotto tiri contro l'Atalanta e la sua occasione più grande valeva 0,371. Ieri sera il Bayern ne ha battuti quindici e la sua più grande valeva 0,365.

Due squadre che hanno passato la partita dentro l'area avversaria senza mai arrivare davanti al portiere in condizioni pulite.

La Roma ha vinto al 93' segnando due palloni da 0,14 in tutto. Il Bayern non ha segnato niente.

È la stessa partita. L'unica differenza è dove è finito un pallone nel recupero, ed è esattamente il motivo per cui questi numeri vanno guardati sulla distanza e non su novanta minuti.

Cosa significa per il Bayern

Due cose, una banale e una meno.

La banale: la striscia si è fermata. È la prima partita ufficiale senza gol del Bayern da oltre un anno, e in Bundesliga la prima da uno 0-0 con il Leverkusen di più di diciotto mesi fa. Sessanta partite consecutive andando a segno.

La meno banale: Kompany ha lasciato Kane e Olise in panchina, inserendoli a partita in corso — Kane a inizio ripresa, Olise e Musiala al 57'. Con ventidue ingressi in area e nessuna occasione sopra 0,37, la domanda non è se il Bayern abbia creato abbastanza volume, ma se avesse in campo chi quel volume lo trasforma in un'occasione pulita.

Non è un giudizio, è la domanda che i numeri lasciano aperta.

E lo Schalke?

Zero ingressi in area, quattro tiri, 0,25 gol attesi, un tiro in porta in tutta la partita. È il rendimento offensivo di una squadra che non ha nemmeno provato ad attaccare.

Detto così suona come una critica. Non lo è, ed è il punto più interessante del pezzo: era esattamente il piano. Un neopromosso che gioca in casa contro il campione e concede volume in cambio di zero occasioni nitide sta facendo la cosa razionale, e ieri sera gli è riuscita.

Il punto che si porta a casa vale, in classifica, quanto qualunque altro.

Il punto onesto

Il Bayern non ha giocato male. Ventidue ingressi in area e un PPDA di 3,4 sono i numeri di una squadra che ha dominato ogni metro del campo. Chi legge lo 0-0 come una crisi sta leggendo il tabellone e basta.

Ma un problema c'è, ed è di qualità, non di quantità. Due gol attesi accumulati con venti mezze occasioni non sono la stessa cosa di due gol attesi costruiti con tre palloni puliti. Il modello somma, il portiere no.

E lo Schalke ha vinto la sua partita. Non nel punteggio: nel piano. Ha concesso tutto tranne quello che conta, e ha portato a casa il punto che voleva.


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