Gli stessi gol attesi, tre gol di differenza
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Analisi

Gli stessi gol attesi, tre gol di differenza

Tottenham e Aston Villa hanno chiuso la partita con 1,72 e 1,71 gol attesi: due prestazioni identiche al centesimo. Il Villa ne ha segnati 3 da conclusioni che valgono, tutte insieme, 0,84. Il Tottenham ha pressato a 5,8 di PPDA, è entrato in area 12 volte contro 4, ha segnato due volte nell'ultimo quarto d'ora e ha perso lo stesso.

Ci sono partite che sembrano fatte apposta per spiegare a cosa servono i gol attesi, e questa è una di quelle. Tottenham e Aston Villa hanno prodotto la stessa identica quantità di pericolo, 1,72 contro 1,71, e sono uscite dal campo con un 2-3 che racconta tutt'altro.

Nel mezzo c'è il Villa che va sul 3-0 in mezz'ora di ripresa e il Tottenham che segna due gol nell'ultimo quarto d'ora, il secondo in pieno recupero, senza fare in tempo a prendere il terzo.

Il verdetto, prima dei numeri

I punti attesi dicono 1,36 per il Tottenham e 1,37 per il Villa: il pareggio più esatto che si possa misurare. Le conclusioni sono 19 contro 14, gli ingressi in area 12 contro 4.

Il Tottenham ha avuto il campo, il possesso e il pressing. Il Villa ha avuto le occasioni buone, e soprattutto ha messo dentro quelle che non lo erano.

Confronto statistico fra Tottenham e Aston Villa: gol attesi 1,72 contro 1,71, tiri 19 contro 14, ingressi in area 12 contro 4, PPDA 5,8 contro 15,3

Il numero: 0,84

Zero virgola ottantaquattro è quanto valgono, sommati, i tre gol dell'Aston Villa.

Il primo è l'unica occasione vera della sua partita: un sinistro da dentro l'area a inizio ripresa, 0,703, il tipo di pallone che sette volte su dieci finisce dentro. Il secondo è un destro da 0,116 su una respinta. Il terzo, quello del 3-0, è una conclusione da 0,020: due volte su cento.

Il Tottenham, nello stesso pomeriggio, ha costruito 1,72 gol attesi con diciannove conclusioni. Fa una media di 0,09 a tiro, il che spiega la partita meglio di qualunque racconto: gli Spurs sono arrivati in area continuamente, dodici volte, e ogni volta hanno finito l'azione da posizione difficile o con la difesa già sistemata.

I loro due gol, non a caso, arrivano dai due palloni migliori dell'intera giornata: un destro da 0,378 e un colpo di testa su palla inattiva da 0,357, l'ultimo in pieno recupero.

Il pressing che non ha prodotto l'effetto giusto

Il dato che più sorprende è il PPDA del Tottenham: 5,8. È il valore più aggressivo di tutta la giornata di Premier, e in generale un numero che si vede raramente. Significa che gli Spurs hanno lasciato al Villa meno di sei passaggi prima di andarlo ad aggredire.

Il Villa ha risposto a 15,3, cioè non ha pressato quasi mai. Si è messo dietro, ha lasciato il pallone agli avversari e ha aspettato di poterlo recuperare per partire.

Le tre reti raccontano tutte la stessa storia: due nascono da transizioni con la squadra di casa lunga e sbilanciata, la terza da una palla vagante nella trequarti avversaria. Quando pressi a 5,8 e non recuperi il pallone, la tua difesa è in mezzo al campo, e a quel punto basta un'imbucata.

È il rovescio della medaglia del pressing altissimo, e non significa che sia un errore: il Tottenham ha costretto il Villa a produrre pochissimo e lo ha chiuso nella propria metà campo per un'ora. Significa che il prezzo di quella scelta, nelle rare volte in cui viene saltata, è un'occasione pulita per l'avversario.

Quello che questa partita dice davvero

Che due squadre possano creare la stessa quantità di pericolo e uscire con un 2-3 è normale, non è uno scandalo statistico: su novanta minuti il rumore è grande, e la differenza fra due e tre gol sta dentro l'errore di qualunque modello.

Quello che non è rumore è il modo in cui ciascuna delle due è arrivata al suo numero. Il Tottenham ci è arrivato per accumulo, il Villa con una sola grande occasione e tanti tentativi da fuori. Nel lungo periodo il primo metodo è più affidabile del secondo, e infatti i punti attesi mettono le due squadre a un centesimo di distanza.

Il Villa, però, ha una caratteristica che sta diventando una firma. Ha segnato tre gol da 0,84 di conclusioni qui, e non è il primo caso stagionale in cui trasforma poco in molto. Quando succede una volta è una serata; quando succede più volte, prima di chiamarla fortuna vale la pena chiedersi se sia il tipo di occasioni che quella squadra cerca.

I primi due gol della stagione

C'è un dettaglio che rende la sconfitta più pesante di quanto dica la classifica. Quei due gol nell'ultimo quarto d'ora sono i primi due gol stagionali del Tottenham.

Nelle quattro giornate precedenti: 0-3 a Brentford, 0-2 in casa con il Newcastle, 0-0 a Nottingham, 0-0 in casa con l'Everton. Quattro partite, zero reti, e in tre di quelle quattro gli Spurs avevano prodotto più gol attesi dell'avversario.

Il bilancio dopo cinque giornate è 2 punti da 5,45 attesi, con 2 gol segnati da 5,82 gol attesi. È lo scarto negativo più grande della Premier League, e non ha niente a che vedere con il gioco: 36 ingressi in area in cinque partite sono un dato da squadra di metà classifica alta, non da penultima.

Il giorno in cui il Tottenham comincerà a segnare quello che crea, la sua classifica cambierà da sola. Il problema è che quel giorno, sabato, era finalmente arrivato, e l'Aston Villa nel frattempo ne aveva fatti tre.

Il punto onesto

Primo, i dati. La somma delle conclusioni torna con i totali della partita per entrambe le squadre, quindi qui non ci sono buchi. I minuti li teniamo larghi: la nostra fonte sui tiri non separa con precisione il recupero, e preferiamo scrivere "in pieno recupero" piuttosto che sbagliare di un minuto.

Secondo, la lettura opposta, che ha argomenti. Si può dire che il Villa abbia giocato la partita giusta: se accetti di non avere il pallone e prepari le ripartenze, tre gol in trasferta non sono un incidente, sono il piano che funziona. E si può aggiungere che gli Spurs, con dodici ingressi in area e nessuna occasione sopra 0,38 fino all'ottantesimo, abbiano un problema serio nell'ultimo passaggio.

Terzo, quello che pensiamo. Questa è una partita che il Tottenham riperderà raramente, e che il Villa rivincerà altrettanto raramente. Per gli Spurs il lavoro da fare non è il pressing, che funziona, ma quello che succede dopo il recupero: dodici palloni in area e una sola conclusione da più di 0,26 nei primi ottanta minuti sono la definizione di sterilità.

T.L.


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